Gazzetta di Reggio

Reggio

operazione “alias” della squadra mobile 

Prestanome, ditte fantasma e false identità per intascare contributi per l’agricoltura

Ambra Prati
Prestanome, ditte fantasma e false identità per intascare contributi per l’agricoltura

Indagato per truffa ai danni dello Stato un reggiano di 58 anni. Sequestro preventivo dei beni pari ai 137mila euro ottenuti

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Attraverso documenti di identità veri ma con nominativi fittizi, società fantasma e “teste di legno” compiacenti, è riuscito a ottenere illecitamente 337mila euro (137mila già intascati, 200mila euro in arrivo) di fondi pubblici per l’agricoltura dalle Regioni Emilia-Romagna e Toscana. Nei guai è finito un imprenditore reggiano di 58 anni, residente in città, che opera nel settore agroalimentare ed energetico fotovoltaico. L’insospettabile, di origini meridionali, è stato indagato senza misura cautelare per il reato di truffa ai danni dello Stato, ma anche per favoreggiamento della prostituzione e possesso di documenti fasulli. Intanto il pm Iacopo Berardi, tramite un’ordinanza firmata dal Gip Andrea Rat, ha ottenuto una misura patrimoniale a carico dell’imprenditore: il sequestro preventivo dei beni per equivalente, vale a dire per la somma di 137mila euro.

«prostitute in centro»

L’indagine denominata “Alias” – piuttosto complessa e singolare nel suo dipanarsi – è partita nell’aprile scorso da una segnalazione anonima arrivata in questura, che segnalava una probabile attività di sfruttamento della prostituzione in un appartamento di viale Regina Elena, appena fuori dall’esagono cittadino. Quando i poliziotti della Squadra Mobile si sono recati sul posto – oltre ad un presunto abuso edilizio, visto che da quell’appartamento erano stati ricavati due mini locali – hanno trovato una donna giovane, originaria della Colombia, che aveva un documento falso e risultava pure intestataria di una società. Gli agenti hanno deciso di scavare, riuscendo a risalire a colui che aveva fatto arrivare la prostituta in Italia usandola in seguito come prestanome per i suoi affari: il reggiano 58enne. È scattata la perquisizione domiciliare a carico dell’imprenditore: a casa sua sono spuntate una quantità di fotocopie di documenti falsi e di società.

IN ARRIVO 200MILA EURO

La paziente ricostruzione della rete di conoscenze e di business, insieme all’analisi dei conti correnti e delle società, si è allargata sempre di più, fino a coinvolgere sei persone indagate (tre uomini e tre donne) ed una decina di società. Perché un tale vorticoso giro di atti, società e carte d’identità? A che scopo?

La conclusione alla quale sono arrivati gli investigatori, al termine di approfondimenti durati oltre sei mesi, è che questo castello di carta avesse lo scopo di mettere le mani sui finanziamenti per l’agricoltura.

Il meccanismo fraudolento, si ritiene guidato dall’imprenditore, funzionava così. Il 58enne si avvaleva di prestanome compiacenti: costoro si dichiaravano italiani nati all’estero e chiedevano documenti d’identità a vari Comuni della provincia reggiana che, non avendo modo di verificare, rilasciavano certificati validi. La polizia invece, tramite l’Interpol, ha controllato, scoprendo che non erano affatto italiani nati all’estero. Con gli atti veri il 58enne in prima persona o i prestanome, spesso intestatari di terreni, presentavano richiesta alla Regione di contributi per l’agricoltura; in un caso di Siena, ad esempio, il richiedente ha dichiarato di voler aprire un agriturismo. Peccato che, una volta ottenuto il versamento dei fondi regionali, questi ultimi finivano al 58enne: società e presunti progetti d’impresa svanivano e nulla di quanto era stato prospettato nella richiesta ufficiale veniva realizzato. Grazie a questo escamotage, il 58enne aveva già incassato 137mila euro dalle Regioni Emilia-Romagna e dalla Toscana ed altri 200mila euro erano in arrivo; l’erogazione di questa somma è stata prontamente bloccata.

il sequestro dei beni

Il sequestro preventivo dei beni per equivalente a carico dell’imprenditore è iniziato martedì scorso e i poliziotti hanno impiegato ben due giorni per mettere i sigilli all’intero patrimonio. Sono stati sequestrati conti correnti e terreni agricoli situati a Reggio Emilia e a Siena, l’appartamento di viale Regina Elena, un trattore, un motociclo, immobili e i conti correnti del 58enne, per una somma pari a 137mila euro. Sono state oggetto di provvedimento ablativo (cioè di “congelamento” in attesa dell’esito penale) anche la decina di aziende intestate alle identità di comodo create dall’imprenditore. —



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