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Sbordone sulla ’ndrangheta «Bisognava vigilare di più»

M.P.
Sbordone sulla ’ndrangheta «Bisognava vigilare di più»

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BRESCELLO. « Da tempo sento sempre la stessa domanda: come è potuto accadere, nella ricca Emilia, che si potesse infiltrare la mafia?Anche la risposta pare sia sempre la stessa: mancavano gli anticorpi. Personalmente ritengo che, invece, gli anticorpi ci fossero già ma evidentemente chi doveva vigilare, dal sistema politico a quello finanziario e imprenditoriale, non lo ha fatto».

Così ha esordito il questore di Reggio Emilia, Antonio Sbordone, intervenuto alla sala Prampolini di Brescello, per affrontare il tema “L’infiltrazione della ’ndrangheta nell’economia e nel territorio” con la presenza di Mattia Mariani, direttore di Telereggio, e Margherita Grassi, redattrice di TgReggio.

Sbordone, ha detto che il Reggiano è stato terra di omicidi, incendi, estorsioni è gli sembrato «impossibile» che già negli anni ’80 e ’90, quando avvenivano certi fatti, «nessuno si fosse accorto di quanto stava accadendo in certe zone della provincia».

Ad aprire la serata è stata la sindaca di Brescello Elena Benassi, eletta dopo il commissariamento del Comune, che ha evidenziato come la comunità brescellese, amministrazione compresa, sia uscita da una lunga fase di commissariamento per mafia, per rinascere nella legalità. «Dobbiamo avere consapevolezza del passato per guardare al futuro» ha detto Benassi. Il questore, nell’apprezzare la «gentile determinazione» della sindaca, ha aggiunto: «La comunità brescellese ha avuto delle grosse difficoltà a causa delle infiltrazione mafiosa nel tessuto sociale ed economico. Giusto il concetto di consapevolezza accennato dalla sindaca Benassi. Certamente lo Stato, la polizia, i magistrati avranno commesso degli errori, ma la comunità brescellese ha le proprie responsabilità e pertanto credo debba fare il mea culpa. Tuttavia – ha concluso – quando lo Stato ha cominciato a fare sul serio anche la gente si è svegliata e sono nate le varie associazioni che difendono la legalità».

La sala era abbastanza piena ma data l’importanza dell’argomento e dopo tutto quello che è successo a Brescello, i relatori si aspettavano una sala gremita. —

M.P.

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