«Attendiamo di leggere come motivano i giudici»
REGGIO EMILIA. Per la famiglia Lombardo – costituitasi parte civile nel processo – parla l’avvocato Francesco Antonio Maisano. Poche parole: «Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza».
Ieri, in aula, in apertura del processo di secondo grado la triste costituzione di parte civile da parte dei familiari, perché Vito Lombardo non c’è più, il 20 settembre scorso è spirato, sopraffatto da una polmonite che non gli ha lasciato scampo. Come eredi hanno voluto tener alta la memoria del congiunto la moglie Rosaria e le tre figlie (Maria Teresa, Francesca e Rossella).
In primo grado – nel maggio 2014 – avevano incassato la condanna dell’imputato e la disposizione di una provvisionale di 75mila euro alla vittima di quell'agguato.
Tutto cancellato ieri dalla sentenza di secondo grado. Le parole accusatorie di Vito Lombardo non sono state credute, messa completamente in discussione la lucidità dell’imprenditore edile che era stato segnato da quell’agguato.
L’aveva ricordato la figlia Francesca alla Gazzetta nelle ore precedenti al funerale del padre: «Per noi il papà è stato un guerriero – aveva detto – perché non si è mai tirato indietro e, sostenuto dalla famiglia, ha sempre voluto combattere per far uscire la verità e onorare la giustizia in cui ha sempre creduto. Ma sono stati troppo logoranti nove anni per una vittima». Parole dolorosissime riaffrontate ora, dopo un lungo pomeriggio in un’aula d’Appello. —
T.S.
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