Condanna a quattro anni per la rapina in un locale a colpi di boccale di birra
REGGIO EMILIA. Un processo tormentato.
Alla sbarra c’è il tarantino pluripregiudicato 44enne Nicola Lupoli, accusato di una violenta rapina effettuata il 2 dicembre 2016 in un bar del centro, spaccando un bicchiere in testa ad un cliente (di cui s’impossessa del portafoglio contenente 130 euro, documenti e una tessera del Banco Posta) causandogli lesioni al volto giudicate guaribili in dieci giorni. È nei guai anche per aver utilizzato quella tessera, prelevando 200 euro.
Per tutto ciò il pm Maria Rita Pantani chiede una condanna esemplare: otto anni di reclusione e la dichiarazione per l’imputato di delinquente abituale.
La Corte – presieduta da Simone Medioli Devoto, a latere i giudici Sarah Iusto e Stefano Catellani – usciranno invece dalla camera di consiglio con una condanna più soft, cioè quattro anni di carcere, le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti e la non concessione della dichiarazione di delinquente abituale.
L’avvocato difensore Carmen Pisanello aveva chiesto – nell’arringa – la derubricazione dell’accusa in esercizio arbitrario delle proprie ragioni, rimarcando poi che il suo assistito quel giorno era stato provocato da quel cliente del bar (attenuante riconosciuta, come del resto l’elisione degli effetti negativi della condotta).
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Lupoli era uscito dal carcere della Pulce di Reggio Emilia dopo aver scontato l’ennesima pena per furti e rapine.
La sua presenza in città era quindi causale. Finalmente libero, decideva forse di festeggiare e andava in un bar, in pieno centro storico a Reggio Emilia, ordinava una birra media ma che non la finiva perché poco dopo fracassava il pesante bicchiere di vetro sulla testa di un cliente che gli stava vicino.
Una scena che gelava i titolari e gli altri clienti per grado di violenza e determinazione. Poco dopo verrà fuori la verità: non era un gesto folle fine a se stesso, bensì l’aggressione di chi aveva probabilmente bisogno di soldi dopo il carcere ed era infine scappato all’estero, in Svezia.
Gli investigatori arriveranno a Lupoli mettendo insieme i filmati delle telecamere interne del locale e le tracce elettroniche legate al prelievo con il Banco Posta. Nell’estate 2018 l’estradizione dalla Svezia, con relativa incarcerazione nel nostro Paese. Ora la condanna. —
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