La folla di scalatori in Nepal rallenta la spedizione di Salvetti
L’alpinista vuole raggiungere l’Ama Dablam, a 6.812 metri, ma c’è troppa gente «Sono più di 200, impensabile trovare posto per la tenda nei successivi campi»
Castelnovo Monti. C’è un ostacolo inatteso a frapporsi tra Fabrizio Silvetti – alpinista castelnovese già per tre volte arrivato oltre quota 8.000 – e la cima dell’Ama Dablam, monte di 6.812 metri in Nepal, nella vallata del massiccio dell’Everest, che vorrebbe raggiungere in questi giorni nell’ambito del progetto di solidarietà per le popolazioni locali “Damar Project”. Il problema è il sovraffollamento di alpinisti. Spiega Silvetti: «Dopo una settimana che sono su questa montagna, dopo il periodo di acclimatazione e dopo la salita all’Island Peak di 6.200 metri, vorrei che tutti gli alpinisti presenti, più di 200, sparissero di colpo per poter fare il mio percorso. Sono già salito a Campo 1 a 5.700 metri piazzando la tenda e dormendoci due notti, ma salire oltre con la speranza di trovare posto per i successivi campi è impensabile. Potrei tentare la vetta direttamente dal campo 1, oppure potrei cercare di avere un posto in una tenda altrui, pagando ovviamente. Comunque anche oggi salgo e sorrido. Oggi salgo a C1, domani a C2. Se mi sentirò bene, domani notte proverò».
cime “intasate”
Quello dell’eccessivo afflusso turistico sulle vette dell’Himalaya sta diventando un tema fortemente dibattuto, specialmente dalla scorsa estate, quando è stata registrata una strage di alpinisti sull’Everest, bloccati in coda per l’affollamento delle vie di ascesa e discesa per la vetta più famosa del mondo.
Si erano registrati 8 morti in una sola settimana, proprio a causa della grande traffico sulla montagna per le molte spedizioni in vetta, che avevano portato a punte di 120 persone in fila sulle vie di salita, con l’obbligo di attendere per ore in condizioni estreme.
Vedremo se Silvetti alla fine avrà l’opportunità di tentare la salita per raggiungere la vetta dell’Ama Dablam, con l’obiettivo ancora una volta di sostenere la popolazione di questo territorio, molto povera, dove grazie ad attività e iniziative solidali è già stata migliorata la rete idrica, sono stati installati impianti fotovoltaici, sono state realizzate aule scolastiche e un piccolo centro medico. —
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