Affidi: «Da rivedere l’allontanamento in emergenza»
Le richieste della Commissione speciale d’inchiesta in regione
REGGIO EMILIA. La prossima settimana verrà presentata la relazione finale della Commissione speciale d’inchiesta sul sistema di tutela dei minori in Emilia-Romagna che si è riunita ancora una volta giovedì.
In una seduta distinta, seguirà quindi il dibattito tra le forze politiche. Tempi certi e tassativi nei procedimenti di tutela minorile, reale contraddittorio tra le parti, incontri videoregistrati a tutela di assistenti sociali e famiglie e una riforma dell’allontanamento in emergenza. Sono questi i correttivi proposti in Commissione speciale d’inchiesta sul sistema di tutela dei minori in Emilia-Romagna (presieduta da Giuseppe Boschini) da Patrizia Micai, avvocato esperto in diritto di famiglia, che segue anche diversi genitori coinvolti nei processi della Bassa modenese.
Tra le proposte anche quella di mettere a punto protocolli virtuosi per Comuni e Asl e l’istituzione di un fondo regionale di garanzia e solidarietà per le vittime di eventuali errori giudiziari: «Sarebbe importante avere dati certi su quanti sono i minori in affidamento e di come vengono utilizzate le risorse pubbliche. Ma anche protocolli da rispettare con tassatività e più contatti tra Tribunale ordinario e per minorenni, perché tempi giudiziari lunghi danneggiano sia i minori che le famiglie». Sull’allontanamento in emergenza Micai è stata netta: «Va adeguato, è “antico” e usa termini vaghi e arcaici per definire quale sia la situazione di pericolo per la quale si può procedere».
Michele Facci di Fratelli d’Italia ha chiesto di indicare quale siano le maggiori criticità del sistema e quali siano invece le analogie tra l’inchiesta della Val d’Enza e il caso Veleno. «Molti problemi nascono dalle esternalizzazioni – ha risposto Micai – ci sono pochi operatori, e quelli esistenti sono precari e sommersi di casi da gestire. Per noi avvocati è difficile anche solo avere un contatto con loro».
In Commissione è intervenuto anche l’avvocato Catia Pichierri, esperta in materia di affidi. In particolare, ha parlato della necessità di «correlare un progetto (non solo il sostegno psicologico) al provvedimento giudiziario, rivolto a favorire il rientro in famiglia del minore il prima possibile». L’affido, ha rimarcato, «non dovrebbe mai superare i 24 mesi». L’esperta di diritto minorile ha poi sollecitato «più controlli nelle strutture d’accoglienza: verificare che i bambini siano collocati in posti adeguati e seguiti da persone professionalmente qualificate».
Sullo stesso tema l’avvocato ha parlato di «situazioni di degrado anche in strutture emiliano-romagnole». Su questa denuncia formulata da Pichierri riguardante un evento risalente al 2010 già segnalato dal consigliere Andrea Galli (Fi), i consiglieri Roberta Mori (Pd), Silvia Prodi (Misto) e Massimiliano Pompignoli (Lega) hanno chiesto l’acquisizione della documentazione.
La necessità di revisionare il sistema degli affidi è stata al centro anche dell’audizione di Antonio Affinita, direttore generale del Moige, Movimento italiano genitori onlus: «I figli devono essere allontanati dai loro genitori solo in casi gravissimi e in presenza di prove certe e conclamate, perché gli effetti degli errori giudiziari possono essere devastanti. Serve una riforma a livello nazionale». Tra le proposte del Moige il rafforzamento del contraddittorio, il riconoscimento degli abusi su evidenze certe, l’abolizione del giudice onorario minorile e la sua sostituzione con un giudice togato, più controlli e più poteri ai Garanti Infanzia, sia ispettivi che sanzionatori. Paolo Calvano (Pd) ha chiesto di prestare attenzione anche all’altro lato della medaglia, «quello dei bambini che subiscono maltrattamenti terribili o che vengono uccisi tra le mura domestiche, noi dobbiamo occuparci anche di questo». Mentre Silvia Prodi (Misto) si è concentrata sul ruolo delle famiglie affidatarie: «La vostra narrazione esalta molto la famiglia naturale, ma non si può puntare il dito contro le famiglie che accolgono, perché spesso l’affido è un’esperienza positiva di condivisione». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
