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Dodici offerte per il Mercatone i tre commissari già al lavoro

Adr. Ar.
Dodici offerte per il Mercatone i tre commissari già al lavoro

Sono arrivate sul tavolo del ministero entro il termine del 31 ottobre, ma resta l’incertezza sul futuro degli oltre mille lavoratori

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RUBIERA. Dodici offerte sul tavolo del ministero, per acquisire il gruppo Mercatone Uno e salvare lavoro e punti vendita, fra cui quello di Rubiera con i suoi quaranta dipendenti. Il 31 ottobre è scaduto il termine per la presentazione delle offerte vincolanti di acquisto dei rami aziendali del gruppo Mercatone Uno, fissato mesi fa dal ministero dello Sviluppo economico, al momento del nuovo fallimento del colosso dell’arredo.

La chiamata non è stata vana, dodici realtà imprenditoriali hanno manifestato il loro interesse e inoltrato proposte strutturate per la gestione aziendale. I commissari della procedura di amministrazione straordinaria, nominati a giugno scorso, Luca Gratteri, Antonio Cattaneo, Giuseppe Farchione, hanno annunciato infatti di aver «ricevuto dodici offerte/manifestazioni di interesse che ci riserviamo di esaminare per valutarne i contenuti secondo le previsioni del regolamento di vendita». Gratteri, Cattaneo e Farchione sono insediati da giugno, dopo il ritorno del gruppo allo stato commissariale e le dimissioni dei precedenti commissari, quelli che avevano curato il disastroso passaggio al gruppo Shernon.

Le manifestazioni di interesse sono ora da valutare nei dettagli: alcune riguardano l’intero gruppo – che ancora oggi conta su decine di punti vendita e mille e ottocento dipendenti, oltre alla sede centrale nell’imolese – altre invece solo la rete commerciale o alle attività in singole regioni.

Non sono stati formalizzati tempi per una risposta definitiva, i commissari cercheranno di accelerare per poter poi procedere, eventualmente, a una nuova cessione che possa garantire sia continuità occupazionale che fronteggiare le decine di milioni di euro ri-accumulati dal Mercatone Uno: oltre ai fornitori, vi sono anche molti clienti che hanno versato caparre e pre-pagamenti e ora si trovano senza i prodotti ordinati.

Rimane l’incertezza sul futuro delle maestranze. Oggi gran parte dei lavoratori cerca di sopravvivere con la cassa integrazione straordinaria riattivata a giugno a cifre ridotte. —

Adr. Ar.

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