Emilia Romagna: no ai dazi sì alla difesa dei prodotti tipici
Il presidente Stefano Bonaccini sarà la settimana prossima a Bruxelles obiettivo fare approvare la piattaforma messa a punto da agricoltori e produttori
REGGIO EMILIA. L’Emilia-Romagna degli agricoltori, dei produttori e dei Consorzi Dop e Igp è scesa in campo giovedì scorso per dire no ai dazi. E il presidente Stefano Bonaccini, la prossima settimana a Bruxelles, avrà il compito di far approvare la piattaforma messa a punto dalla Regione Emilia-Romagna per difendere l’agroalimentare regionale, fatto di eccellenze apprezzate in tutto il mondo – 8 miliardi di export, l’8% verso gli Usa –, tante imprese per tantissimi posti di lavoro.
A sostegno delle richieste dell’Emilia-Romagna è arrivato, attraverso una lettera indirizzata all’assessore Caselli, l’endorsment del commissario europeo Phil Hogan, che ha dato due rassicurazioni di grande importanza. La prima è che ai produttori verranno riconosciute compensazioni per i dazi subiti e la seconda che l’Europa ritiene non negoziabili i riconoscimenti e le tutele per le indicazioni geografiche. In poche parole, nel negoziato che l’Ue avvierà con gli Usa non lascerà che siano messe in discussione Dop e Igp che verranno difese «in qualunque circostanza».
Le barriere doganali volute dal presidente Trump rischiano infatti di sferrare un colpo davvero pesante all’agroalimentare dell’Emilia-Romagna. In gioco ci sono il presente – dal 18 ottobre alcune aziende stanno già pagando dazi aggiuntivi del 25% sul mercato Usa – e il futuro delle imprese del settore e i posti di lavoro di chi contribuisce ad affermare la qualità delle nostre produzioni Dop e Igp. Dazi che non colpiscono solo l’agroalimentare ma anche la meccanica e la moda, anch’essi settori chiave per l’Emilia-Romagna e che, per ammissione di Trump, potrebbero assumere la formula “carosello” e quindi a rotazione semestrale colpire altri prodotti che al momento sono esclusi.
Tre i punti fondamentali e imprescindibili per l’Emilia-Romagna: fondo di riserva di crisi, quota risorse per i Consorzi delle indicazioni geografiche e priorità dei punteggi nei bandi. In sintesi, la prima richiesta riguarda l’integrazione del fondo di riserva per le crisi da destinare al supporto dei produttori colpiti da dazi. Con il secondo punto si chiede di prevedere una quota di risorse a favore dei consorzi delle indicazioni geografiche (Ig), Dop e Igp per la tutela legale nei Paesi non coperti da trattati bilaterali. Infine, occorre prevedere dei punteggi di priorità nell’ambito dei bandi del Regolamento Ue 1144/2014, per progetti ed azioni promozionali delle Ig colpite dai dazi proprio su quei mercati in cui sono stati imposti.
«Lo dobbiamo dire chiaro e forte: la logica dei dazi, come quella dei muri, va respinta e sconfitta alla radice – afferma Bonaccini –. Mai i dazi hanno portato vantaggi economici a chi li ha imposti, anzi hanno sempre ridotto il volume dei commerci generali e indebolito l’economia. Il nostro obiettivo è l’approvazione dei tre punti della piattaforma contro i dazi per salvare il lavoro e il reddito dei nostri agricoltori, per tutelare l’unicità delle nostre produzioni, per difendere le nostre Dop e Igp da falsi e contraffazioni e per continuare a promuovere sul mercato Usa i nostri prodotti. È e sarà la nostra battaglia che vinceremo uniti». «Circa due settimane fa abbiamo ottenuto l’appoggio di Arepo a Bruxelles sulla nostra piattaforma – dice invece Simona Caseli – spiega Caselli –. Siamo meno soli e più forti perché siamo ascoltati in Europa. Ma l’Europa deve fare alla svelta misure compensative di facile applicazione e i soldi per i produttori devono arrivare ora, insieme a maggiori fondi sui progetti di promozione».
Presenti tra gli altri all’incontro, molto partecipato, Paolo De Castro, parlamentare europeo che con un video messaggio di sostegno ha annunciato misure anticrisi, Denis Pantini, responsabile Agricoltura e industria alimentare di Nomisma, Laurent Gomez, segretario generale di Arepo, l’Associazione delle Regioni europee produttrici di Dop e Igp, Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, Paolo Ganzerli, direttore export del Gruppo Bonterre, Gianpiero Calzolari, presidente Granarolo . —
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