L’alpinista Silvetti rinuncia alla scalata dell’Ama Dablan
CASTELNOVO MONTI. Non ce l’ha fatta Fabrizio Silvetti, alpinista castelnovese già per tre volte arrivato oltre quota 8.000, a raggiungere la cima nepalese dell’Ama Dablam, 6.812 metri, nella vallata del massiccio dell’Everest, che aveva intenzione di salire in questi giorni nell’ambito del progetto di solidarietà per le popolazioni locali “Damar Project”.
Nei giorni scorsi Silvetti era stato trattenuto da un problema che ormai sta diventando una costante sulle vette della catena dell’Himalaya: le code di alpinisti in attesa di salire in vetta. Problema che la scorsa estate è costato la vita a diversi escursionisti, costretti ad attendere la possibilità di salire o scendere dalle vette. Ma ieri si è aggiunto anche un problema fisico che lo ha spinto a non azzardare ulteriormente. Ha spiegato sulla sua pagina Facebook l’alpinista e insegnante di Castelnovo «Da due giorni un’infezione intestinale mi ha un po’ debilitato e ieri salire è stata una lotta contro giganti. Le mie condizioni non mi hanno permesso di andare oltre senza azzardare. Senza energia, fatichi a reagire, e i pensieri sono cavalli imbizzarriti. La notte al Campo 2 mi ha però permesso di guardare con serenità alla meraviglia che la vita in questi giorni in Nepal mi sta offrendo, e che una rinuncia non cancella». —
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