Gazzetta di Reggio

Reggio

La protesta 

Oggi gli anarchici in via Farini per un presidio antimilitarista

Adriano Arati

Manifestazione contro tutte le guerre alle 16 davanti alla biblioteca Panizzi Cucine del Popolo in festa per i primi cent’anni della rivista Umanità Nova

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La rivista anarchica Umanità Nova compie gli anni a Reggio Emilia. Oggi e domani le Cucine del Popolo, il circolo Arci di Massenzatico in via Beethoven, ospiteranno la festa di Umanità Nova, organizzata in occasione del centenario della storica pubblicazione.

La prima anticipazione ci sarà nel pomeriggio di oggi, a partire dalle ore 16 in via Farini, davanti alla biblioteca Panizzi, per un presidio antimilitarista contro tutte le guerre, seguito alle 18 da un incontro con i lettori e le lettrici della rivista al vicino circolo anarchico Berneri, in via Don Minzoni 1/d.

Si rimane nella stessa sede per una cena di raccolta fondi e per il concerto di Rocco La Guardia.

Domani si passa al circolo delle Cucine del Popolo a Massenzatico, per l’assemblea aperta con la redazione per il centenario della rivista.

L’incontro è fissato alle ore 11: alle ore 13 si concluderanno i lavori con una spaghettata in compagnia.

L’avvio è quindi una ricorrenza antimilitarista legata alla festa del 4 novembre, il giorno della fine della prima guerra mondiale e in Italia festa delle forze armate.

«Il prossimo 4 novembre, data che ricorda la fine dell’enorme carneficina di lavoratori che fu la Prima guerra mondiale, lo Stato italiano celebrerà ancora una volta la guerra, la morte e il militarismo. Più di cento anni dopo, l’Italia è ancora in guerra. I militari italiani sono impegnati su molteplici fronti in Europa, Asia e Africa: dai Balcani all’Iraq, dall’Afghanistan alla Libia, e in tante altre missioni “minori”, definite di pace dalla retorica statale ma che in realtà non fanno altro che applicare le politiche di potenza targate Nato e Ue con autoblindo, elicotteri e uomini armati», spiegano i promotori della Fai, la sezione reggiana della Federazione Anarchica Italiana.

Nel corso della due giorni, e in particolare nel corso della manifestazione in centro di oggi pomeriggio, si parlerà anche di attualità: «La guerra e il militarismo sono ripugnanti sotto il punto di vista morale, ma ancora più ripugnanti sono i profitti ad essi collegati. Non è un segreto che le democrazie occidentali facciano affari d’oro vendendo armi a regimi dittatoriali e monarchi assoluti, senza discriminazione alcuna. Turchia e Arabia Saudita sono solo gli esempi più lampanti».

Il tema ha ovvie ripercussioni sull’economia: «Il rapporto Milex quantifica in 25 milardi di euro la spesa militare complessiva italiana per il 2018, dei quali 5,7 miliardi in armamenti, con un aumento vertiginoso dell’88% nelle ultime tre legislature. Le spese per il personale di esercito, marina e aeronautica ammontano a 10,2 miliardi. Mentre da decenni i lavoratori sono vittima di una gravissima compressione salariale, una precarizzazione selvaggia e l’allungamento sempre maggiore dell’età pensionabile, gli stipendi dei militari, già alti in modo vergognoso, godono di aumenti automatici, proibitissimi per tutto il resto dei dipendenti pubblici. Anche la pensione per loro arriva prima: 57 anni e 7 mesi con 35 di contributi, e con meccanismi di calcolo estremamente favorevoli». —



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