Violenza sessuale sulle alunne il prof è tornato ai domiciliari
È accusato di avere approfittato delle ragazze durante le lezioni di equitazione Il 65enne non ha rispettato l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria
CASTELNOVO MONTI. Con accuse pesantissime, un 65enne era stato arrestato dai carabinieri di Castelnovo Monti. Secondo l’accusa, avrebbe approfittato del suo ruolo di insegnante di tecnica e informatica in una scuola dell’Appennino reggiano per consumare atti sessuali, con studentesse minorenni. L’uomo, accusato di violenza sessuale continuata ed aggravata, era stato arrestato nel marzo dell’anno scorso. Dopo l’arresto era stato sottoposto ai domiciliari e nei mesi a seguire, in attesa del processo, aveva beneficiato dell’obbligo di dimora e dell’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria.
In ottobre ha violato quest’ultima misura: non si è presentato ai carabinieri. Per questo motivo è nuovamente finito agli arresti domiciliari, su provvedimento emesso dalla Procura di Reggio Emilia, eseguito dai carabinieri nei giorni scorsi.
Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Castelnovo Monti, coordinate dalla Procura reggiana, partirono a seguito di voci che raccontavano di “atteggiamenti” impropri di un insegnante in una scuola della montagna, per conto della quale operava anche come insegnante in un corso extrascolastico organizzato dallo stesso istituto.
Nella primavera 2018 emerse che le lezioni pomeridiane di equitazione erano il “terreno di caccia” preferito dall’insegnante, che avrebbe avuto modo di individuare le vittime, allontanare i compagni con qualche scusa e rimanere solo con la prescelta di turno.
Il professore è accusato di una serie di reati pesantissimi: tentata violenza sessuale, violenza sessuale aggravata, violenza privata e stalking. Le accuse sono arrivate da tre ragazze: la prima, all’epoca dei fatti già 14enne (quindi non sussiste l’aggravante dei reati su persone con meno di 14 anni); le altre due di 15 anni. Con due vittime, compresa la più piccola, la violenza sessuale è stata consumata; con l’altra, solo tentata, sempre secondo l’accusa.
Fin dai primi giorni l’insegnante ha negato ogni addebito e si è detto turbato dalle accuse e ha proclamato la sua innocenza su una vicenda che ha sollevato parecchio scalpore nel capoluogo montano e destato costernazione nella scuola superiore dove si sarebbero svolti i fatti.
Nel maggio 2018 la posizione dell’insegnante si è aggravata. Il giudice per le indagini preliminare, Luca Ramponi, su richiesta del sostituto procuratore Stefania Pigozzi ha emesso una nuova ordinanza di arresto nei confronti dell’uomo. Gli accertamenti hanno infatti ribadito che gli episodi sotto accusa sono avvenuti in un luogo ritenuto di pertinenza dell’istituto scolastico: ovvero, quel maneggio in cui venivano svolte lezioni di equitazione extracurricolari, ma comunque patrocinate dalla scuola frequentata dalle vittime. La naturale conseguenza per l’indagato è stata quella di vedersi contestare l’aggravante specifica di aver commesso le violenze sessuali anche nelle pertinenze dell’istituto scolastico. Agli arresti domiciliari il prof, nei mesi a seguire, in attesa del processo, ha beneficiato dell’obbligo di dimora e l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria.
In ottobre ha violato quest’ultima misura ed è tornato agli arresti in casa. —
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