Gazzetta di Reggio

Reggio

brescello 

Agente indagato, l’Unione parte civile

C.O.
Agente indagato, l’Unione parte civile

Alta tensione sul caso. «Ma la Municipale della Bassa non c’entra niente». I consiglieri d’opposizione: «Più trasparenza»

2 MINUTI DI LETTURA





brEscello. Tensione alta, anche a livello politico, sulla vicenda dell’ex agente della polizia municipale, rimasto in servizio, con compiti d’ufficio, alla Municipale di Brescello da febbraio a settembre di quest’anno e poi sospeso, accusato dalla Procura di Mantova di aver tenuto atteggiamenti molesti nei confronti di un ragazzo che all’epoca – tre anni e mezzo fa – era sedicenne.

In particolare, l’Unione Bassa reggiana, presieduta da Camilla Verona, ente dal quale dipende il Corpo della polizia locale, oltre ad annunciare di «avere avanzato la richiesta di costituirsi parte civile nell’eventuale processo penale» che verrà incardinato, mette “nero su bianco” che i fatti per i quali è pendente una richiesta di rinvio a giudizio (ancora da fissare l’udienza preliminare) a carico dell’ex agente indagato, «non sono stati commessi nel territorio di Brescello», e che la perquisizione compiuta dalla polizia giudiziaria mantovana il 6 marzo scorso «non ha riguardato gli uffici della Municipale di Brescello» ma unicamente le pertinenze dell’ex agente. Ovvero armadietto, scrivania, auto. «L’atto – viene spiegato – tendeva ad accertare l’eventuale possesso da parte dell’operatore di strumenti, quali il cellulare e il tablet, che potevano essere stati utilizzati per la commissione dell’attività contestata. La perquisizione ha dato esito negativo».

Si fanno, intanto, più chiari i contorni delle vicenda giudiziaria, che si è svolta a Suzzara e nella quale l’ex vigile è coinvolto. Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe intrattenuto un rapporto affettivo con il ragazzo all’epoca minorenne. Una volta finita la relazione, sarebbero iniziate, da parte dell’adulto, gli atteggiamenti che avrebbero poi condotto alla denuncia e all’avvio dell’indagine. L’ex vigile sarebbe prima stato trasferito a Reggiolo e successivamente a Brescello per allontanarlo ancora di più da Suzzara. «Fin dalla fase dell’indagine preliminare la Municipale Bassa reggiana – prosegue l’Unione – ha fornito alla polizia giudiziaria la più ampia collaborazione per accertare la verità, essendo comunque vincolata al segreto d’ufficio. Solo dal momento in cui non ci sono stati più pericoli per l’inquinamento delle prove sono stati adottati tutti i provvedimenti per la tutela dell’attività del Corpo e dell’Unione». È stato avviato un procedimento disciplinare che si è concluso con la sospensione dell’agente.

Sul fronte politico, i consiglieri del gruppo di opposizione “Alternativa per l’Unione” Cristina Fantinati e Vincenzo Iafrate, che hanno firmato due interrogazioni – la prima del 26 giugno scorso, la seconda la presenteranno nel prossimo consiglio comunale – ribadiscono la necessità di maggiore trasparenza, in particolare, sulla perquisizione: «Vogliamo sapere – scrivono – ogni dettaglio sui fatti, chi fosse presente, come e chi abbia informato il comandante del Corpo, come mai l’agente abbia continuato a svolgere le solite mansioni e quali procedure siano state seguite». —

C.O.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google