Bloccati con la cocaina nell’auto: due arresti
In carcere insospettabili artigiani edili. I finanzieri di Bologna li intercettano al rientro da un viaggio in giornata nelle Marche
Chissà da quanto tempo due artigiani edili albanesi quarantenni residenti nella Bassa – uno a Reggiolo e l’altro a Guastalla – erano nel mirino della guardia di finanza di Bologna.
Oltretutto, non è la prima volta che i finanzieri bolognesi piombano nelle terre reggiane bagnate dal Po per un’operazione antidroga (nel novembre 2015 vennero arrestati due guastallesi).
In mano agli investigatori informazioni riservate ma piuttosto documentate se giovedì è stato “monitorato” il viaggio in auto intrapreso dai due insospettabili con direzione le Marche.
Da quanto filtra, si sarebbe trattato di un trasferimento veloce, ma sempre tenuto d’occhio dai finanzieri. E con una tappa finale oltre Ancona, per incontrare “qualcuno”. Gli inquirenti sospettano sempre di più che ci sia di mezzo una partita di stupefacente in questo viaggio in mezzo alla settimana, dalla Bassa reggiana alle Marche. Corrieri della droga in azione? L’auto è dell’albanese che vive a Reggiolo ed è lui alla guida, al suo fianco – nell’abitacolo – il connazionale residente a Guastalla.
In giornata il dietrofront, fino al casello autostradale di Reggiolo, dove la macchina esce e si dirige verso l’abitazione reggiolese del conducente. Ed è in questa sosta a Reggiolo che la guardia di finanza decide di agire.
I due albanesi vengono bloccati, si cerca la droga.
Gli investigatori perquisiscono l’abitazione di Reggiolo, ma successivamente anche quella di Guastalla dove vive l’altro artigiano edile.
E i sospetti diventano certezze quando lo stupefacente viene individuato nella macchina: è ben nascosto, dietro al contachilometri.
Si tratta di un chilo e duecento grammi di cocaina.
Un quantitativo di “polvere bianca” che mette seriamente nei guai i due albanesi, arrestati e poi portati a Reggio Emilia nel carcere della Pulce.
Ieri mattina – nella struttura carceraria – si è tenuto l’udienza di convalida dell’arresto davanti al gip Andrea Rat. I due arrestati sono difesi dagli avvocati Vainer Burani e Manuela Mora.
L’uomo residente a Guastalla, cioè il passeggero dell’auto che ha fatto quell’avanti-indietro dalle Marche, dice di non sapere nulla della cocaina nascosta nella macchina.
Chi guidava la vettura dà – invece – la sua versione dei fatti.
Una fase non breve dell’udienza, a cui fa seguito la richiesta della misura cautelare in carcere da parte della Procura (cioè il pm Iacopo Berardi, titolare dell’inchiesta).
Misura restrittiva a cui si oppongono i due difensori.
Ma le spiegazioni date dai due albanesi non devono avere convinto granché il giudice Rat, visto che convalida gli arresti e mantiene in cella entrambi gli artigiani edili. —
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