Il trio non si aspettava un carico così ingente Arduo piazzare i monili
reggio emilia. Il trio responsabile del falso colpo al furgone portavalari non era a conoscenza dell’esatto contenuto del carico. I dipendenti della Ferrari Group sapevano che si trattava di una ingente partita di oro, ma non avevano informazioni esatte, come impone il protocollo di sicurezza delle società specializzate nel trasporto valori.
È uno dei dettagli forniti dal reggiano di origini calabresi: forse la molla che lo ha spinto a vuotare il sacco.
Perché, se risulterà corrispondente al vero che a lui spettavano solo 100mila euro, il 44enne deve essersi sentito gabbato dai complici.
Di certo questo è il motivo per cui nel furgone blindato, abbandonato a Lemizzone, sono rimasti alcuni sacchi d’oro: il furgone bianco dell’artigiano era già pieno e la banda ha pensato bene di lasciar perdere.
Tra l’altro la peculiarità del carico – il fatto che si trattasse di gioielli appartenenti a privati – avrebbe posto al basista-ricettatore una bella gatta da pelare, al momento di rivendere i monili. Gioielli, Rolex e pepite (la stessa polizia sta ancora compilando un inventario puntuale del bottino) sarebbero stati facilmente riconoscibili e sarebbe stato arduo rivendere quel tesoro sul mercato nero, senza buone conoscenze del settore. Su questi aspetti proseguiranno le verifiche della polizia che, finito il ponte festivo, dovrà dialogare con le due società committenti. —
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