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blitz della squadra mobile 

Porta la moglie incinta in ospedale, al rientro il pusher viene fermato

T.S.
Porta la moglie incinta in ospedale, al rientro il pusher viene fermato

In casa il giovane nasconde diciotto dosi fra eroina e cocaina Nel mirino da oltre un mese per lo spaccio in zona-stazione 

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REGGIO EMILIA. Era già nel mirino della squadra mobile da oltre un mese come spacciatore gravitante nell’area della stazione ferroviaria.

In due occasioni, per piccole cessioni di droga, l’arresto era stato infatti volutamente differito, perché i poliziotti – coordinati nelle indagini dal pm Iacopo Berardi – hanno voluto capire dove quest’uomo nascondesse gli stupefacenti.

GLI AGENTI IN ATTESA

E il momento d’agire, per gli agenti, è arrivato martedì nel tardo pomeriggio.

Fra l’altro proprio in quelle ore il nigeriano 28enne Augustine Odion Esene si era recato in ospedale con la moglie incinta (non è chiaro se per un controllo di routine o perché la donna è prossima al parto), ma ha poi dovuto uscire dalla struttura sanitaria e rientrare a casa perché la moglie necessitava di alcune cose lasciate nell’abitazione. Un rientro a casa che però coincide con l’arresto del giovane straniero. Ad attenderlo vi sono i poliziotti che danno esecuzione alla perquisizione domiciliare.

IL NASCONDIGLIO

E in una scatola da scarpe – contenente dei mocassini – spuntano anche 3 grammi e mezzo di eroina (suddivisa in 14 involucri), 10,6 grammi di cocaina (in 14 dosi), un paio di forbici, nastro adesivo e 1.300 euro in contanti. Droga e soldi sono infilati dentro una cuffia nera.

Rinvenimento che porta all’arresto del nigeriano: è in regola con il permesso di soggiorno e vive stabilmente con la compagna da cui attende un figlio. Ma i fari su di lui si erano già accesi da tempo, durante una serie di appostamenti effettuati nei pressi della stazione.

DUE CESSIONI DI DROGA

Il 27 settembre viene inquadrata dagli inquirenti la cessione di due dosi di eroina (poco più di un grammo di stupefacente) da parte del nigeriano a una reggiana di 35 anni, mentre cinque giorni dopo sempre lui piazza due involucri (contenenti rispettivamente cocaina ed eroina) ad una reggiana di 37 anni. Ma la Mobile vuole capire dove il pusher ha in deposito la “roba” e perciò applica il consolidato modus operandi investigativo dell’arresto differito. Una strategia antidroga rivelatasi decisiva . —

T.S.

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