No all’istruttoria pubblica Il Biometano va avanti
La proposta respinta con i voti della maggioranza, l’opposizione abbandona l’aula Dalle balconate affollate urla e proteste: «Vergognatevi, dovete andare a casa»
È stata respinta con 20 voti contrari del gruppo Pd e di quelli di maggioranza e 12 voti a favore e l’abbandono dell’aula per protesta da parte di tutta l’opposizione compatta, la proposta di istituire una Istruttoria pubblica sull’impianto di Gavassa. Di fatto una richiesta di riaprire un confronto con i cittadini, i produttori agricoli, i comitati, il Consorzio di Tutela del Parmigiano Reggiano e le associazioni di categoria e riportare alla casella iniziale il percorso per arrivare all’approvazione di un impianto che a Gavassa non vogliono.
Si è chiusa in questo modo burrascoso la prima parte del consiglio comunale di ieri, a cui ha fatto seguito l’approvazione delle tre delibere fondamentali per dare il via, dopo il sì definitivo della Regione, al nuovo impianto a biometano da Forsu di Iren, compresa la variante urbanistica e l’approvazione dell’accordo tra i Comuni di Reggio, Correggio e San Martino in Rio per limitare la capacità ricettiva dell’impianto. Una decisione, attesa e scontata, arrivata al termine di una seduta a tratti sfuggita di mano allo stesso presidente del Consiglio, Matteo Iori, che ha anche dovuto sospendere i lavori.
La seduta è stata seguita rumorosamente sulle balconate da circa un centinaio di cittadini di Gavassa e di attivisti dei Comitati ambientali, che hanno a più riprese manifestato il loro malessere e il malcontento per l’andamento dei lavori in aula, criticato con urla e proteste o sostenuto apertamente i vari interventi da parte dei diversi gruppi consiliari.
Ma è stato proprio al momento della votazione finale sulla richiesta di indire una istruttoria pubblica, avvenuta per chiamata nominale dei consiglieri, che si è scatenata la bagarre, con i cittadini che hanno applaudito l’uscita dall’aula dei consiglieri di opposizione e apostrofato la maggioranza con urla e improperi.
Dal più scontato «vergognatevi» all’accusa di aver paura del confronto fino al «dovete andare a casa» e all’invito a cambiare nome al Pd «perché non siete democratici ma dei dittatori» o «non sapete neanche quello che dite, mentre io mi sono informato su internet».
Una rabbia che si è manifestata anche nei confronti del sindaco Luca Vecchi, accusato di «non aver mantenuto la promessa fatta di un confronto con i cittadini».
Alla fine si è trattato di una seduta dall’andamento prevedibile in cui, come ha detto il consigliere del M5s Fabrizio Aguzzoli, «stiamo tutti recitando una parte di un copione scritto da altri». Una consapevolezza che però non ha evitato di assistere a un confronto in cui solo a tratti si è discusso nel merito mentre sono stati citati più volte Einstein, Isaac Asimov, i mappamondi, studi e ricerche dai risultati contrapposti. Un dibattito in cui, molto probabilmente per la presenza del pubblico, hanno voluto intervenire in tanti, anche tra le fila della maggioranza, con il risultato di esacerbare ulteriormente gli animi già surriscaldati degli “spettatori”, che alla fine hanno accompagnato all’uscita i consiglieri di opposizione urlando «ma non è finita qui».
La sensazione provata anche ieri in Sala Tricolore è stata quella che il dibattito riguardante l’impianto di Biometano a Gavassa continui a rimanere circoscritto all’interno dei Comitati ambientalisti, senza diventare un tema di tutta la città. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
