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«Sul bus abbiamo fatto bene a multare quel disabile»

È il commento di Seta dopo l’episodio avvenuto lungo la tratta Reggio-Guastalla «In nessun momento Camilli è stato messo intenzionalmente a disagio»

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REGGIOLO. Disabile multato sul bus, Seta replica e afferma che «i verificatori hanno fatto bene il loro lavoro».

L’episodio, che ha visto come protagonista involontario il 66enne Giuliano Camilli, disabile, è avvenuto nei giorni scorsi sulla tratta Reggiolo-Guastalla. Alla richiesta del biglietto, il disabile non è riuscito a consegnarlo e si è molto agitato. A raccontare la cosa è stato Vitaliano Daolio – marito della nipote di Camilli, Roberta – molto noto nel mondo della pesca in quanto gestore dell’acquario di Motta Baluffi, in provincia di Cremona.

«Lo spiacevole episodio – spiega Seta in una nota – è stato oggetto di una specifica indagine interna volta ad accertarne l’esatta dinamica, allo scopo di valutare la correttezza dell’operato del nostro personale addetto alla verifica dei titoli di viaggio. È una precisa politica aziendale, infatti – prosegue l’azienda – basare le decisioni su riscontri diretti, puntuali e documentati. A seguito di tale indagine, possiamo garantire che in tale frangente i verificatori di Seta hanno agito con la correttezza e la sensibilità che sempre sono richieste a chi opera nel servizio pubblico, rispettando le procedure e senza alcun eccesso, né verbale né di altro tipo».

«La squadra addetta ai controlli, composta da tre operatori – è la ricostruzione dell’azienda – si trovava a Guastalla in attesa del bus proveniente da Reggiolo: alla fermata era presente anche l’assistente sociale che segue Camilli, con la quale è stato scambiato un breve colloquio in attesa dell’arrivo della corriera. All’arrivo del mezzo, due verificatori sono saliti a bordo e hanno iniziato i controlli, elevando alcuni verbali a utenti non in regola. Anche per Camilli è stata riscontrata un’irregolarità, ma nel suo caso la sanzione è stata elevata a terra e con l’ausilio della stessa assistente sociale, che si è dimostrata estremamente collaborativa e in grado di gestire la spiacevole situazione». Secondo Seta: «in nessun momento Camilli è stato intenzionalmente messo a disagio ma, per tutto il tempo necessario all’accertamento, il personale Seta ha mantenuto un comportamento rispettoso e cordiale».

E prosegue: «Il personale di verifica di Seta agisce in qualità di incaricato di pubblico servizio, non può quindi trasgredire al regolamento e vanificare così il proprio ruolo. Rammentiamo inoltre, che il nostro personale opera con un tesserino di riconoscimento ben visibile, il che espone a possibili provvedimenti disciplinari qualora a Seta venga riportato un comportamento anomalo o scorretto. Pur comprendendo quanto l’episodio di cui sopra possa essere risultato sgradevole per Camilli e per i suoi famigliari – concludono – confidiamo che la nostra risposta possa aiutare a capire che l’attività di controllo sui mezzi effettuata da Seta non ha certo come obiettivo quello di accanirsi contro i più deboli, ma esclusivamente di far rispettare le regole esistenti a beneficio dell’utenza e della collettività, nonché del sistema di trasporto pubblico nel suo complesso. Si tratta di un compito molto importante, che le donne e gli uomini che compongono il personale di verifica di Seta svolgono in condizioni di lavoro spesso problematiche, come testimoniato da ripetuti casi di cronaca. È certamente possibile che vengano commessi errori, ma riteniamo che ciò non sia quanto avvenuto nel caso in questione» . —

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