Aemilia, in aula le toghe dei casi shock Meredith, Uno bianca, le Br e Tommy
Sentenza impugnata da tutti i 120 condannati in primo grado. Super lavoro per la cancelleria del nostro tribunale
Grandi manovre in atto per l’appello del maxiprocesso Aemilia e del resto non può essere diversamente, dato che stiamo parlando del più grande procedimento al Nord (148 imputati in primo grado) con la ’ndrangheta nel mirino.
Da tempo si sa che il processo di secondo grado si terrà – a partire dai primi del 2020 – nell’aula-bunker del carcere della Dozza a Bologna.
In quest’ottica qualche decisione è già stata presa nell’ambito della magistratura. Il collegio giudicante sarà presieduto da Alberto Pederiali (giudice di grande esperienza, da tempo in Corte d’appello), a latere i colleghi Maurizio Passarini e Giuditta Silvestrini. Si è già definita anche l’accusa. Un trio molto agguerrito e competente. Indiscussa la preparazione di Luciana Cicerchia (nota al grande pubblico per il processo d’appello bis sull’omicidio di Meredith Kercher e per aver presieduto l’Assise che condannò la brigatista rossa Nadia Lioce). Sempre in tema di sostituto procuratore generale, decisamente apprezzati anche gli altri due magistrati scelti, cioè Lucia Musti (ex procuratore capo di Modena, su di lei si puntarono i fari mediatici per aver risolto il caso del rapimento del piccolo Tommy) e Valter Giovannini (toga bolognese di lunga militanza, affrontò il terribile caso della Uno bianca). Ma a livello di pm potrebbe non essere finita qui, perché risulta che la Dda di Bologna abbia impugnato non solo alcuni fatti di reato per i quali i Bianchini sono stati assolti in primo grado, ma siano stati appellati anche alcuni aspetti secondari discussi nell’aula-bunker di Reggio Emilia, con la conseguente possibilità – come accaduto in precedenza a Bologna per il troncone di Aemilia (già conclusosi) dei riti abbreviati – che il magistrato antimafia Beatrice Ronchi venga “applicato “ anche in questa occasione al procedimento di secondo grado.
Per allestire il mastodontico Appello vi è in corso anche un super lavoro nel nostro tribunale da parte della cancelleria di Aemilia (fa fronte a tutto Mara Lumetti, impiegata del Comune distaccata da tempo al palazzo di giustizia) perché tutti i centoventi condannati hanno impugnato la sentenza di primo grado, inoltre – come detto – si è mossa anche la Dda per qualche posizione e pure alcune parti civili per risarcimenti-danni non riconosciuti. In alcuni casi – come quello di Gianluigi Sarcone – l’impugnazione è doppia (riguarda sia la condanna in rito abbreviato, sia quella in rito ordinario). E i termini per poter impugnare sarebbero ormai agli sgoccioli. Insomma, un’attività mostruosa e complessa per la cancelleria, già messa sotto pressione quest’estate con gli innumerevoli avvisi di deposito (a imputati e legali) delle motivazioni delle due sentenze di primo grado consegnate in tempi diversi dai giudici (la prima “ordinaria”chiusa a metà luglio, la seconda “in abbreviato” a fine luglio).
Numeri imponenti che descrivono anche una “tappa” significativa per il nostro tribunale, in quanto il maxiprocesso Aemilia ha la caratteristica e soprattutto il pregio di essere il primo procedimento penale completamente informatizzato . —
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