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cadelbosco sopra 

Disinfestatore cade da una scala e muore

Non c’è stato nulla da fare per Gianluca Gambarelli, 51 anni, dipendente della coop la Vigna. L’infortunio in una casa a Zurco

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cadelbosco sopra. Un tonfo sordo. La padrona di casa che sale di corsa per raggiungere il solaio. L’operaio di 51 anni, steso al suolo dopo essere caduto dalle scale. Poi i soccorsi, i disperati tentativi di rianimarlo da parte dei sanitari, prima sul posto, poi al pronto soccorso del Santa Maria Nuova di Reggio e infine il cuore che cede. È morto poco dopo le 13 di ieri Gianluca Gambarelli, residente a Scandiano assieme alla moglie, da tre anni dipendente della cooperativa reggiana La Vigna, per la quale lavorava come disinfestatore.

L’INCIDENTE

L’allarme è scattato ieri mattina, verso le 10,30 in un’abitazione al civico 10, di via Nuova per Bagnolo, nella frazione Zurco di Cadelbosco Sopra. Sul posto sono arrivati i carabinieri, ma gli accertamenti sono a cura degli ispettori della Medicina del lavoro, perché al momento si parla di un infortunio sul lavoro, purtroppo finito in maniera tragica.

L’uomo, infatti, era stato inviato nell’abitazione per eliminare un nido di vespe che la padrona di casa aveva trovato nel sottotetto, all’interno del solaio.

La donna, che vive nella casa con il padre anziano, per risolvere il problema delle vespe aveva telefonato a Iren ed è stata la multiutility a girare, poi, la telefonata alla cooperativa La Vigna che ha inviato l’operaio esperto. Gambarelli, infatti, da molti anni nel mondo della cooperazione, lavorava da tre come disinfestatore «ed era bravo, attento e competente – spiega il presidente della coop, Luca Dosi – Era un uomo gentile e un gran lavoratore. Abbiamo perso un collega e una persona cara».

Gambarelli è salito in solaio, ha individuato il nido e ha chiesto, per poter meglio intervenire, una scala alla padrona di casa che gli ha consegnato una scala di quelle che si aprono a libro, non più alte di un paio di metri. La donna, poi, è ridiscesa in cucina e ha proseguito nelle proprie occupazioni fino al momento nel quale ha udito un tonfo sordo provenire proprio dal solaio. È corsa e ha trovato l’uomo disteso a terra cosciente ma profondamente dolorante. I testimoni hanno riferito di aver visto l’operaio gonfio e cianotico. Poi l’arrivo di ambulanze e auto medica, la corsa in ospedale e infine l’esito fatale. Secondo le indagini mediche compiute al Santa Maria Nuova, l’uomo non avrebbe riportato traumi da caduta così gravi da giustificarne la morte.

Due le ipotesi che gli ispettori della medicina del lavoro avanzano: o l’operaio si è sentito male, oppure potrebbe essere stato punto dalle vespe e per questo essere precipitato dalla scala.

Indispensabile, per fare luce sul caso, un accertamento autoptico, dal quale si capirà la causa della morte. Intanto il presidente, il vice presidente, l’amministratore delegato, il Collegio sindacale di Iren S.p.A, gli amministratori e i dipendenti delle società del gruppo con una nota hanno voluto esprimere il loro cordoglio alla famiglia e ai colleghi. —

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