Ferrarini sbarra la porta a coop e Intesa e chiede il nuovo concordato per Vismara
Tempi troppo stretti per rispondere nelle 36 ore indicate dalla nuova cordata. Attesa però sul parere del tribunale
Respingere gli attacchi, prendere fiato con Vismara chiedendo un nuovo concordato, non perdere il treno lanciato dal nuovo socio Pini rimanendo oltretutto in sella. Sono questi i tre livelli sui quali si sta destreggiando in queste ore - non senza fatica - Lisa Ferrarini. Soprattutto dopo l’arrivo improvviso di una cordata capitanata da Intesa Sanpaolo e dalle coop rosse modenesi di Bonterre (Casa Modena e Parmareggio), che vorrebbero rilevare l’azienda reggiana dei prosciutti senza aver però indicato un’offerta. Una semplice manifestazione di interesse che pesa visti i quattro firmatari (ci sono anche i pugliesi della Casillo e la coop Opas di Mantova) percepita però come ostile dentro il perimetro di Ferrarini, c’è da credere, essendo i rapporti con la più grande banca italiana - creditrice dell’azienda - già fortemente compromessi dopo la richiesta di pignoramento di beni personali degli imprenditori reggiani e dei loro parenti per un controvalore di 32 milioni di euro. Crediti “ereditati” da Intesa dal default delle banche venete con le quali Ferrarini aveva sottoscritto le baciate (prestiti con acquisto di azioni della banca) di pari importo.
In realtà la variegata cordata chiede solo una risposta alla lettera inviata ai cda di Ferrarini e della controllata Vismara, per poter poi vedere i conti avviando una due diligence. «Una risposta negativa o una mancata risposta favorevole anche da parte di una sola delle due società entro il termine indicato, renderebbe impercorribili le soluzioni prospettate finendo, tra l’altro, per colpire i dipendenti diretti e indiretti delle due società e danneggiando il territorio e il tessuto industriale ed economico del Paese» ha avvertito subito la cordata nel comunicato. Proprio il tempo concesso, appena 36 ore, lascia la porta chiusa. Per alcuni la porta è addirittura sbarrata nel quartier generale di Rivaltella, perché l’offerta abbozzata è considerata irricevibile. Un coup de théâtre da parte di Intesa nel complesso braccio di ferro con i Ferrarini. Ma soprattutto perché Ferrarini è già in società con Pini (che ha la maggioranza) per quanto riguarda l’omonima spa dei prosciutti . Resta fuori quindi Vismara, che la cordata vorrebbe al contempo acquisire ma che Ferrarini punta a cedere – questa si interamente, leve comprese – a qualcun altro.
Il consiglio di amministrazione di Vismara, alla luce della scelta di Amadori – risalente allo scorso settembre – di non dare corso alle intese per l’esecuzione della proposta concordataria, sta lavorando a un nuovo concordato «con l’obiettivo di salvaguardare i livelli occupazionali e la crescita aziendale». È quanto spiega, in una nota, l’avvocato modenese Sido Bonfatti, consulente legale di Ferrarini e Vismara. Oggi, infatti, il tribunale di Reggio Emilia deve valutare la rinuncia al concordato preventivo di Vismara.
Il cda, dice Bonfatti, «ha ritenuto opportuno, con il fine di consentire la salvaguardia dei livelli occupazionali e lo svolgimento ordinato dell’attività aziendale, di depositare il 4 novembre 2019 la rinuncia alla proposta di concordato preventivo originariamente depositata, in quanto, basandosi la stessa sulla proposta di investimento di Amadori, non avrebbe più potuto essere portata ad esecuzione». Ieri mattina, quindi, Vismara ha depositato un nuovo ricorso di concordato preventivo «con il fine di disporre del tempo necessario per potere sviluppare un programma di interventi con un nuovo partner industriale in grado di sostenere la prosecuzione dell’attività aziendale ed il piano di ristrutturazione dei debiti della società».
Ora, osserva ancora il legale, «in tempi auspicabilmente brevi, il tribunale di Reggio si esprimerà in merito alla concessione del termine richiesto, nonché sulla designazione del commissario giudiziale e del giudice delegato». —
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