Reggio Emilia, entra in tribunale con un coltello: denunciato
Ennesimo episodio all'ingresso del Palazzo di Giustizia. Nei guai un operaio di 49 anni residente a Casina
REGGIO EMILIA. È entrato in Tribunale a Reggio Emilia armato di un coltello a serramanico lungo otto centimetri che teneva in tasca. Così un operaio di 49 anni, residente a Casina, nell'Appennino Reggiano, è stato denunciato a piede libero dai Carabinieri con l'accusa di porto abusivo d'armi.
A sequestrare la lama sono stati gli addetti al controllo del Palazzo di Giustizia che, ieri a mezzogiorno, quando hanno sentito il metal detector suonare all'ingresso. Così è scattata la perquisizione.
Quello avvenuto ieri a mezzogiorno non rappresenta un caso isolato. E sempre più spesso si verificano sequestri di coltelli e armi di vario genere all'ingresso del Palazzo di Giustizia.
Da parecchi anni, da quando è entrato in funzione il metal detector per innalzare la sicurezza in tribunale, i sequestri di coltelli e armi bianche sono infatti all’ordine del giorno: dalle spade Sikh alle katane, in precedenza è stato sequestrato di tutto. A ottobre, inoltre, sono stati trovati addirittura due proiettili inesplosi, sbucati dalla borsetta di una donna che doveva testimoniare come parte offesa in un processo. La scoperta ha fatto finire nei guai l’avventata testimone: la donna, una commerciante 50enne residente a Roma, è stata denunciata a piede libero dai carabinieri della Sezione Radiomobile per il reato di detenzione abusiva di armi .
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