Sciopero alla Ciam per il mancato rinnovo dell’integrativo
MONTECCHIO. Ancora un braccio di ferro tra i sindacati e le imprese sulla contrattazione integrativa. Questa volta la Fiom Cgil di Reggio Emilia si è attivata insieme ai rappresenti di fabbrica della Ciam di Montecchio, proclamando lo sciopero per l’intera giornata di ieri per tutti i lavoratori dello stabilimento della Val D’Enza per il rinnovo del contratto integrativo scaduto ormai lo scorso anno.
La protesta ha coinvolto gli operai e gli impiegati dell’azienda che produce cablaggi e sistemi elettronici, occupando oltre cento persone, dopo che le trattative portate avanti sino ad oggi non hanno prodotto risultati soddisfacenti. «Le distanze tra noi e l’azienda si concentrano principalmente sulla parte salariale della piattaforma – spiega la Fiom reggiana – e in particolare non vi è accordo sul premio di risultato e sull’indennità di prestazione, tra l’altro confermata dalla dirigenza nell’ultimo incontro la scorsa settima. Le nostre richieste sono in linea con quanto concordato in passato alla Ciam e con quanto previsto da altri accordi aziendali del gruppo, in particolare della Cobo Mt di Cadelbosco. Risulta per noi incomprensibile questo cambio di direzione nelle scelte contrattuali dell’azienda e del gruppo». La protesta che ha riguardato l’intera giornata lavorativa, e che si somma a tre ore già effettuate (per un totale di 11 ore di sciopero), fa parte di un pacchetto di 40 ore di sciopero già proclamate dai lavoratori in assemblea. Al presidio che si è tenuto davanti ai cancelli della fabbrica ha portato solidarietà anche la vice sindaco di Montecchio, Roberta Dieci, che ha auspicato una positiva e rapida risoluzione della vertenza. —
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