Vianese il designer di supercar Prototipo in mostra all’Eicma
Antonio Sassi ha presentato la sua moto griffata Bmw alla Fiera di Milano E al Modena Motor Gallery l’avveniristica auto ispirata ai modelli di Le Mans
VIANO. Da Viano ai vertici del mondo dei motori e dell’industria. In questi giorni è in corso a Milano l’edizione 2019 dell’Eicma, il salone del motociclo, e girando fra gli stand è possibile imbattersi nel modello di una futuristica moto elettrica griffata Bmw, frutto della penna e delle idee del disegnatore industriale Antonio Sassi.
Sassi, nato e cresciuto a Viano dove è tornato a vivere a inizio millennio, è un nome di punta nel settore del design motoristico e non solo, con esperienze di alto livello alla Minardi ai tempi della Formula Uno, alla Dallara, alla Ferrari e alla Pagani. In terra reggiana non è, stranamente, un nome molto noto quanto piuttosto un segreto conservato sin troppo bene. Fra gli addetti ai lavori è invece conosciuto da decenni, dai tempi delle sue prime esperienze con la Minardi e con alcune delle principali riviste di settore del periodo.
Negli ultimi anni, oltre all’attività di designer per auto e moto, ha stretto forti collaborazioni con uno dei principali colossi produttivi reggiani, il gruppo Interpump; per la rete di aziende guidate da Fulvio Montipò cura le linee dei tanti prodotti commercializzati in tutto il mondo. La passione principale di Sassi rimangono comunque i motori, un amore intenso che ha portato il disegnatore vianese a ideare due progetti indipendenti, ora trasformati in impressionanti quanto evocativi modelli in metallo, plastica e materiali leggeri. Opere che hanno richiesto mesi di lavori, fra disegni e realizzazione concreta.
Si tratta di un’automobile Gt ispirata alle auto che corrono la 24 ore di Le Mans, da alimentare con motore ibrido elettrico, e la moto oggi esposta a Milano.
L’auto è stata presentata pochi mesi fa al Modena Motor Gallery, ed è una sorta di “supercar” dall’aerodinamica estremamente aggressiva, dall’abitacolo ristretto e dal notevole impatto scenico. La speranza, così come per la moto, sarebbe di trovare qualche imprenditore pronto a finanziare la trasformare del modello in realtà. Per ora diverse aziende mirano alla bozza come oggetto di pregio da sistemare nei loro stand nelle varie fiere europee. Per le moto, è un ritorno ad antichi lavori, di gran pregio: Sassi è infatti uno degli autori dell’unico modello a due ruote griffato Ferrari, voluto negli anni ’90 dal figlio del fondatore. Questi progetti ora ammirabili da migliaia di visitatori della fiera, sono uno dei biglietti da visita per un artigiano delle linee con una carriera ormai trentennale.
«Dopo le superiori ho scritto una lettera a Minardi, che mi chiamò a Faenza, dove assieme all’ingegner Aldo Costa decise di assumermi. Dopo ho fatto altre esperienze importanti a Torino e poi ho deciso di mettermi in proprio, pur continuando a collaborare con Minardi, Dallara e altri marchi dei motori – racconta – A Reggio non mi conoscono molto, è vero, spero che questi progetti possano cambiare un po’ le cose». —
Adriano Arati
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