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L’inchiesta shock in val d’enza 

Affidi, ora lo scontro è sulla relazione finale della commissione

Il documento votato entro fine mese in consiglio regionale Ma il centrodestra attacca: «Non c’è stata condivisione»

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REGGIO EMILIA. Prosegue lo scontro politico in consiglio regionale sulla commissione speciale d’inchiesta istituita all’indomani dello scandalo affidi in Val d’Enza. La polemica ora verte sulla relazione finale che è stata presentata dal presidente Giuseppe Boschini e verrà discussa, sempre in commissione la prossima settimana, il 13 e 14 novembre, per poi approdare al voto dell’Assemblea Legislativa presumibilmente sette giorni dopo. Il centrodestra non ha, però, condiviso le modalità della stesura. In particolare la prima bozza è stata fornita solo in un secondo tempo ai commissari.

«Ci volete fornire una relazione già scritta, “cotta e mangiata”», l’attacco di Andrea Galli (Fi), mentre Gabriele Delmonte, Matteo Rancan e Fabio Rainieri della Lega sottolineano che «se l’obiettivo della commissione è scrivere insieme un testo il più possibile condiviso, dobbiamo almeno poter leggere la bozza durante l’illustrazione». Critici i consiglieri Fdi, Giancarlo Tagliaferri e Michele Facci, che parlano di comportamento «inaccettabile», mentre Gianluca Sassi del gruppo misto è uscito dall’aula. Secca la replica di Boschini, Igor Taruffi (Si) e Raffaella Sensoli (M5s), membri dell’ufficio di presidenza: «Questa è una commissione seria e la polemica è strumentale: i commissari potranno discutere nel merito della relazione, proponendo modifiche e integrazioni del testo che saranno discusse nelle prossime due sedute prima del passaggio del testo all'Assemblea».

I NUMERI

La relazione finale, risultato di tre mesi di lavoro e oltre cinquanta audizioni, è suddivisa in quattro capitoli: una parte contenente la normativa di riferimento dell’affidamento familiare, una sezione con i dati sui minori fuori famiglia in Emilia-Romagna, con una comparazione rispetto alle statistiche nazionali ed europee, un ulteriore capitolo sulle tematiche emerse nelle audizioni, oltre a un’analisi dei documenti acquisiti (compreso un focus sul distretto della Val d'Enza), e un ultimo paragrafo sulle raccomandazioni politiche e legislative rivolte a migliorare il sistema delle tutele minorili.

Botta e risposta

Una polemica, l’ennesima sullo scandalo affidi, che arriva all’indomani del botta e risposta fra lo stesso Boschini e Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, dopo le parole di Giuliano Limonta, presidente della Commissione tecnica di valutazione del sistema di tutela dei minori voluta dalla giunta della Regione. Riferendo davanti alla commissione politica, Limonta ha valutato il sistema degli affidi in regione sano, «nonostante alcuni raffreddori». Un’espressione che ha suscitato lo sdegno della Meloni, che tuttavia nel suo attacco ha confuso le due commissioni, finendo così per puntare il dito contro Boschini e il Pd. È lo stesso Boschini a rispondere alla presidente Fdi: «Ho letto alcuni lanci di agenzia (non smentiti o rettificati) che riportavan dichiarazioni manifestamente errate della presidente di Fratelli d’Italia On. Giorgia Meloni – afferma Boschini – Confonde evidentemente la Commissione tecnica presieduta dal neuropsichiatra infantile dott. Limonta con quella di inchiesta dell’Assemblea regionale presieduta da me. Così facendo attribuisce alla politica le parole di un tecnico indipendente. Evidentemente i suoi referenti regionali o non l’hanno istruita bene, o non sono stati capiti. Non voglio pensare alla cattiva fede, altrimenti dovrei tutelarmi nelle sedi opportune. L’uscita della presidente di Fratelli d’Italia è l’ennesima riprova che su Bibbiano, ma più in generale sul sistema di tutela dei minori, una certa parte politica non vuol capire e informarsi, preferendo di gran lunga l’urlo politico e la voglia di strumentalizzare». —

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