I cent’anni di Valdina che racconta nelle scuole la storia delle foibe
SCANDIANO. Cento anni per Valdina, che a Scandiano trovò una casa dopo l’esilio. Martedì scorso Valdina Giachin ha festeggiato il secolo di vita. A omaggiarla è arrivato anche il sindaco Matteo Nasciuti, che ha raggiunto la casa di carità scandianese dove l’anziana è ospite da circa due anni. Ancora in buona forma, circondata da parenti, amici e operatori della struttura, Valdina ha tagliato la torta decorata con una scritta di pasta di cioccolato e con una lunga candelina rosa, richiamo al secolo appena toccato. La Giachin ha alle spalle una storia personale complessa, intrecciata a quella del Paese. Valdina è nata e cresciuta in Istria, quando la zona era ancora territorio italiano, e nel dopoguerra è scappata, come altri trecentomila profughi, quando l’area di confine è diventata parte della Jugoslavia. Un periodo complesso, quello segnato da violenze e dalle foibe. La donna è arrivata direttamente a Scandiano in quegli anni, per raggiungere il fratello residente in Emilia, e qui ha costruito la propria famiglia e ha messo radici. Negli ultimi anni ha spesso parlato della sua esperienza davanti agli studenti locali, all’interno di incontri di approfondimento storico. «Quella di Valdina è una storia di sofferenza ma anche di riscatto, un insegnamento per tutti. Una persona che siamo stati molto fieri di accogliere a Scandiano», ha ricordato Nasciuti durante il suo intervento nel corso della festa. —
Adr.Ar.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google