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Spari, perquisizioni e controlli dell’Arma

Spari, perquisizioni e controlli dell’Arma

I carabinieri verificano le licenze dei residenti in zona: si cerca chi ha colpito i motociclisti che partecipavano alla gara

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CASTELNOVO MONTI. Felina e dintorni sotto la lente degli investigatori. I carabinieri della stazione di Castelnovo Monti sono determinati a stringere il cerchio intorno alla persone che domenica ha impugnato un fucile ad aria compressa e ha sparato all’indirizzo dei partecipanti alla gara di enduro che si svolgeva nei sentieri della zona e che, per un tratto, hanno attraversato la via principale del paese: qui, secondo la testimonianza delle vittime, sono stati colpiti.

In queste ore sono in corso perquisizioni e accertamenti di polizia. Si vuole vedere chi in zona ha un regolare porto d’armi, chi potrebbe essere in possesso – anche regolarmente – di un’arma compatibile con quella che ha sparato e colpito cinque motociclisti. Tre di questi sono rimasti feriti, per fortuna non in modo grave. Ma questo non rende meno inquietante l’accaduto.

Il responsabile rischia una denuncia per lesioni personali aggravate ed esplosioni pericolose. Domenica era in corso il Trofeo Enduro Sport Fmi e partecipavano in 120. Il circuito si sviluppava per una ventina di chilometri, fino a Gatta, snodandosi su carraie. Ma per un tratto breve era previsto l’attraversamento della strada principale di Felina, via Di Vittorio.

LE INDAGINI

È in questo passaggio che è avvenuta la sparatoria, all’indirizzo dei motociclisti. I quali non si sono resi conto subito che quei colpi avvertiti addosso erano da imputare a spari. Se ne sono resi conti una volta arrivati. E a quel punto, l’accaduto si è rivelato in tutta la sua gravità.

Secondo i testimoni, e a giudicare dalle ferite, chi ha sparato si trovava alla sinistra della carovana di passaggio. In un tratto in cui ci sono almeno una decina di abitazioni private. Uno degli uomini colpiti, Andrea Ruffini, carrozziere 46enne di Castelnovo Monti che partecipava all’evento sportivo come uno del team organizzativo, ha dichiarato alla Gazzetta che chi ha sparato lo ha fatto dall’alto verso il basso. Parole che verranno tenute in debito conto da chi sta indagando per dare un volto e un nome al responsabile.

Il quale potrebbe essere rimasto in postazione a sparare almeno una mezz’ora. Approfittando forse anche del fatto che le persone colpite non si sono accorte nell’immediato di quanto stava avvenendo.

I partecipanti metteranno a disposizione degli inquirenti anche le immagini registrate dalle Go Pro, che qualcuno indossava sul casco. Ma fondamentale potrebbe essere la testimonianza di chi ha visto qualcosa, in pieno giorno, in pieno centro della piccola frazione. Possibile che nessuno abbia visto niente di strano domenica scorsa? —

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