vorremmo prenotare... oggi riproviamo
La lista d’attesa è chiusa. Pertanto non c’è la lista. Dunque l’attesa non esiste. Allora non ci sono appuntamenti fissati al chissà quando. Quindi il paziente non può lamentarsi. Perciò la Sanità funziona.
Così ho strizzato non il tecnicismo burocratico, informatico, regional-statale, computeristico a cui fa riferimento la nota dell’Ausl che pubblichiamo in questo paginone, ma la ricaduta sul comune sentire, sul pubblico lamentarsi, sul dubbio collettivo. Che è serio, serissimo: testimoniato dalle centinaia di messaggi inviati nella sola giornata di ieri dai cittadini reggiani.
Guarda caso l’Ausl ha a sua volta così preso sul serio la nostra inchiesta e l’immediata adesione dei cittadini da utilizzare toni e ragioni comprensivi, nella forma e nella sostanza della sua nota.
Trapelano due “oggi” riferiti ai problemi “che non ci sfuggono. Stiamo lavorando intensamente per risolverli nel minor tempo possibile e contiamo che già da oggi...”, “E stiamo lavorando perché tutto il sistema torni alla normalità già da oggi, e i servizi siano garantiti ai cittadini nei tempi previsti, come è giusto che sia”.
Perché quell’“oggi” solo oggi, giovedì 7 novembre 2019? E non ieri?
Se la Gazzetta e i suoi lettori non avessero brandito e agitato il problema, la questione delle liste d’attesa sarebbe ancora lì che si mimetizza dietro una cornetta, oltre una voce elettronica e la gentilezza di un’addetta alle prenotazioni impossibili. Oggi ci riproviamo. —
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