Gazzetta di Reggio

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INCHIESTA SHOCK IN VAL d’ENZa 

Caso affidi, archiviata l’indagine su Mirandola

Prosciolta su richiesta della stessa procura la responsabile dei Servizi sociali, Federica Pongiluppi: «Atti leciti»

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REGGIO EMILIA. L’inchiesta modenese sul caso affidi è finita con il proscioglimento della responsabile dei servizi sociali di Mirandola, dottoressa Federica Pongiluppi, e delle altre due indagate: Nadia Bolognini, ex moglie di Claudio Foti, e la titolare della casa famiglia della Onlus Madamadorè. A mettere una pietra tombale su una vicenda così discussa e controversa il giudice Andrea Romito, che ha accolto la richiesta di archiviazione del pm Marco Niccolini. Richiesta cui peraltro nessuna presunta parte offesa si è opposta.

Federica Pongiluppi esce così da un incubo, nel quale era precipitata la scorsa estate, per un incarico alla Bolognini formalizzato dall’Ucman quando lei era in vacanza in Sardegna.

Ad aprire le indagini la Procura di Reggio Emilia e i carabinieri che stanno indagando sull’inchiesta “Angeli e Demoni”: sui giornali era infatti comparsa la denuncia di Antonio Platis, secondo il quale l’incarico alla Bolognini per seguire una ragazza problematica affidata alla casa famiglia della onlus parmense era “gonfiato” (a tariffe fuori mercato) e firmato digitalmente qualche giorno dopo l’arresto della Bolognini.

Il pm di Reggio Valentina Salvi aveva consegnato alla Procura di Modena il fascicolo, che poi i carabinieri di Modena hanno completato con una acquisizione presso gli uffici di Mirandola. Ora l’archiviazione di questo ramo dell’inchiesta.

«La dottoressa Pongiluppi ha seguito perfettamente le procedure, che peraltro rispondono a una delibera della Giunta dell’Ucman di alcuni anni fa, ben prima che la mia cliente assumesse quel ruolo. Gli accertamenti hanno dimostrato che non c’è stato alcun abuso d’ufficio, anzi...», commenta l’avvocato difensore Domenico Giovanardi, che l’ha seguita in questa disavventura.

Il legale e la cliente anzi avrebbero dimostrato il contrario: «Si trattava di una ragazza problematica affidata da tempo a una famiglia, che poi ha rinunciato. Ebbene in più occasioni, proprio per risparmiare, Pongiluppi ha chiesto all’Ausl di farsene carico, ricevendo risposte negative. Si è rivolta così all’ente convenzionato, che a sua volta si serve di case famiglia autorizzate dalla Regione. Quanto all’incarico diretto alla Bolognini, abbiamo dimostrato trattarsi di “incarico ad alta specializzazione”, che consente l’affidamento diretto. In più, la Pongiluppi non sapeva degli arresti – era in ferie – e la firma elettronica non è stata messa da lei». —

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