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Coinvolte 15mila famiglie reggiane Contributo di 30 euro ad acquisto

Coinvolte 15mila famiglie reggiane Contributo di 30 euro ad acquisto

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reggio emilia. L’introduzione dell’obbligo dei dispositivi anti abbandono sui seggiolini non è una misura secondaria come si potrebbe pensare in apparenza. Anzi. Solo nella provincia di Reggio Emilia, secondo l’associazione “Amici e sostenitori della polizia stradale”, riguarda circa 15mila famiglie che dovranno far fronte a spese non per tutti di poco conto.

Per agevolare l’acquisto dei dispositivi, nel decreto fiscale del Governo è stato istituito un fondo e il riconoscimento di un contributo economico di 30 euro per ciascun dispositivo acquistato, decreto che dovrebbe essere approvato nei prossimi giorni così da definire le modalità per l’erogazione del contributo.

Una misura che però, secondo molti, non basta e che anzi comporterebbe una stangata da almeno 100 milioni di euro per le famiglie italiane. Questo è quanto emerge da un’elaborazione dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati Aci in occasione dell’entrata in vigore dell’obbligo dei dispositivi anti abbandono sulle auto per i bambini che hanno fino a 4 anni di età.

«Si tratta – sottolinea Uecoop – di una misura importante per la sicurezza dei più piccoli, ma rappresenta una spesa che per le famiglie può oscillare dai circa 70 euro di un mini sistema di allarme da inserire nel seggiolino che già si usa, fino agli oltre 300 euro di una poltroncina nuova con allerta anti abbandono già integrata».

I nuovi seggiolini, evidenzia ancora Uecoop, «sono un aiuto oltre che un costo, ma sono anche una conseguenza degli effetti dei livelli di stress ai quali i genitori sono sottoposti ogni giorno fra casa e lavoro con solo un bambino su quattro che trova posto all’asilo». È necessario, conclude l’Unione europea delle cooperative, «migliorare i livelli di welfare unendo il meglio del privato con quello del pubblico investendo più risorse a favore delle famiglie».

Tornando al bonus di 30 euro, rassicurazioni sono arrivate dal ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli, che parlando della legge l’ha definita «sacrosanta e di civiltà, voluta e approvata da tutti i partiti per evitare che accadano tragedie simili a quelle avvenute in passato».

Il ministro ha poi ribaadito che sarà presto possibile ottenere il rimborso di 30 euro per la spesa sostenuta, «pertanto è bene conservare le ricevute di acquisto», indignandosi per le accuse che «bollano come ulteriore tassa sulle famiglie» questa norma.

«Trovo vergognoso strumentalizzare la vita dei nostri figli a fini politici – ha proseguito – questa legge dovrebbe costituire soltanto una conquista per tutti e non un motivo di polemica. Mi preme rassicurare le mamme e le famiglie sull’urgenza di questo dispositivo e sulle multe per chi non è ancora dotato di questo strumento: il ministero che rappresento è qui per tutti i chiarimenti».

E, conclude la De Micheli, «c’è la disponibilità del governo e dell’intera maggioranza a intervenire per posticipare l’applicazione delle sanzioni». —

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