Gazzetta di Reggio

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CADELBOSCO SOPRA 

Duemila volantini del comitato «No alla nuova ceramica»

M.P.

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CADELBOSCO SOPRA. Dopo l’acceso dibattito di martedì in consiglio comunale tra maggioranza e opposizione sul possibile insediamento di una ceramica nello stabilimento ex Kis, il comitato “Aria Pulita” ha distribuito nel paese e nelle frazioni duemila volantini in cui si ipotizzano conseguenze ambiantali.

Il comitato “Aria Pulita” invita il sindaco Luigi Bellaria «a non guardare agli interessi di privati ma di salvaguardare la salute dei propri concittadini».

«Che un sindaco sia favorevole alla riconversione industriale di una ceramica dismessa non sarebbe affatto riprovevole, soprattutto se questo comportasse l’assunzione di nuovi addetti – si legge nel volantino –. Quello che noi del comitato Aria Pulita riteniamo inaccettabile è il fatto che un’operazione di questo genere venga portata avanti nella più assoluta mancanza di trasparenza, senza un qualsivoglia confronto con i cittadini. Deve essere chiaro che non si tratta dell’apertura di un nuovo centro benessere ma di una gigantesca attività, non lontana da quartieri residenziali con grandi agglomerati abitativi, che ha tutte le potenzialità per impattare negativamente sull’ambiente, sulla qualità della vita e sulla salute di un gran numero di abitanti».

Poi il traffico di mezzi pesanti sulla provinciale, in entrata e uscita della futura ceramica: «Tanto per cominciare, la Sp 63, già inadeguata per sopportare il traffico di mezzi pesanti, dovrà assorbire un ulteriore sovraccarico di varie decine di autocarri al giorno, sia in entrata per il trasporto della della materia prima, proveniente dai porti di Genova, La Spezia (e Ravenna?), che in uscita per il trasporto del prodotto semilavorato, probabilmente verso il distretto ceramico di Sassuolo».

PERICOLO EMISSIONI

«Ma il vero problema – dice il comitato – a nostro parere sono le emissioni. Le materie prime (argille provenienti da non meglio identificati siti sparsi per l’Europa) che si lavorano in impianti di questo genere, ininterrottamente h24, presentano rischi reali, sia in fase di trasporto che in fase di lavorazione».

Quanto al progetto, ai camini alti 30 metri e alla variazione al Psc approvata dalla giunta, «l’amministrazione comunale, che riferisce di non conoscere nel dettaglio la natura del progetto che verrà presentato, afferma però, con certezza, che dai tre camini, alti oltre 30 metri, uscirà solo vapore acqueo. Ma come possono, già da ora, affermare questo con certezza? In quelle emissioni sono certamente contenute polveri sottili e sottilissime che, a seconda della provenienza della materia prima, potrebbero contenere cloro, fluoro e zolfo capaci di originare i rispettivi acidi e non trascurabili frazioni della silice, che l’Oms classifica come cancerogene per l’uomo. Altro che semplice vapore acqueo».

L’appello del comitato al sindaco: «Davanti ad un simile preoccupante quadro, noi riteniamo che il sindaco non si debba rifugiare in risposte evasive, ma debba metterci la faccia, assieme ai tecnici di Ausl e Arpae. Egregio sindaco – conclude il volantino – ci sembra superfluo ricordarle che lei non è stato eletto per assecondare i pur legittimi interessi dei privati ma, soprattutto, per occuparsi con il massimo scrupolo della salute e del benessere dei suoi concittadini».

A margine del volantino, il comitato ricorda che «i cittadini di Comacchio (Ferrara) hanno respinto, a furor di popolo, questo stesso progetto (sia pure più ampio), della stessa ditta spagnola, con lo slogan “No alla fabbrica delle polveri”». —

M.P.

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