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l’udienza di convalida 

I due rapinatori rimangono in cella «Volevo la mia bici»

T.S.
I due rapinatori rimangono in cella «Volevo la mia bici»

Il 23enne Kante dice che  avrebbe ridato il cellulare   se gli fosse stata restituita  la bici rubata Manjang invece ammette tutto

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REGGIO EMILIA. Rimangono in carcere Gambo Kante e Mbake Manjang, cioè i due giovani gambiani arrestati per la rapina di lunedì in piazzale Europa.

L’ha deciso – ieri mattina in tribunale – il gip Andrea Rat che ha convalidato l’arresto e avallato la richiesta della misura restrittiva avanzata dal pm Giulia Stignani (titolare dell’inchiesta).

In precedenza entrambi gli indagati hanno risposto – nell’udienza – alle domande del giudice. «Kante ha voluto di sua volontà parlare – spiega al termine l’avvocato difensore Elena Ravelli – dicendo che il cellulare gli era stato dato e che l’avrebbe riconsegnato in caso di restituzione della bici rubata». Insomma, un modo per riavere la bicicletta, secondo il 23enne.

Invece il 25enne Manjang – difeso dall’avvocato Caterina Caldarola (che ha sostituito il collega Pasquale Muto) – ha ammesso i fatti e si è scusato. Entrambi i difensori hanno chiesto misure restrittive meno coercitive rispetto al carcere, ma il gip Rat è stato di diverso avviso, anche perché pesa che i due gambiani – pur in regola con il permesso di soggiorno – siano senza fissa dimora (dicono di aver trovato in un rifugio di fortuna all’interno dei capannoni diroccati delle ex Reggiane) e con precedenti sia penali che di polizia.

Tutto è successo attorno alle 18 di lunedì. È attorno a quell’ora che al 113 è giunta la chiamata di un ragazzo che chiedeva aiuto: «Venite, mi hanno appena rapinato del cellulare». Mentre la centrale operativa è rimasta in contatto telefonico con il giovane, due pattuglie delle Volanti si sono precipitate nel piazzale e, grazie proprio alle indicazioni fornite dal rapinato, i poliziotti son riusciti a rintracciare i gambiani prima che scappassero: si trovavano fermi sotto due pensiline dell’autostazione. —

T.S.

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