Il Comune di Reggio Emilia darà il Primo Tricolore a Liliana Segre
La senatrice, vittima della shoah a soli 14 anni e scampata allo sterminio nazista, a 89 anni ora si trova sotto scorta a causa di centinaia di minacce neofasciste e razziste
REGGIO EMILIA. Solidarietà a Liliana Segre e la proposta di consegnarle il Primo Tricolore arrivano dai sindacati dei pensionati di Cisl, Cgil e Uil di Reggio Emilia, riuntisi in assemblea a Castelnovo Monti in previsione della manifestazione nazionale del 16 novembre. Una proposta che presto diventerà realtà: è stato lo stesso sindaco di Reggio, Luca Vecchi, ad accogliere positivamente l’idea dei sindacati facendola propria e rilanciando con un invito alla senatrice in occasione del 7 gennaio.
La Segre «già vittima della shoah a soli 14 anni – scrivono i sindacati – ora si trova costretta a muoversi protetta dalla scorta a 89 anni, complici di intollerabili rigurgiti neofascisti. Eppure l’istituzione da lei proposta di una commissione contro l’odio è alla base di una società civile che ha nei suoi valori fondati la libertà unita all’uguaglianza e al rispetto della persona. I valori della nostra Costituzione».
Per questo, aggiungono i sindacalisti Matteo Alberini (Spi Cgil), Adelmo Lasagni (Fnp Cisl Emilia Centrale) e Ferdinando Guidetti, (Uilp Modena e Reggio) «proponiamo al comitato Primo Tricolore e al sindaco che il prossimo 7 gennaio, nella 222 ricorrenza della nascita della bandiera italiana, la cittadinanza reggiana consegni a Liliana il Primo Tricolore per il suo impegno per la pace e la lotta a ogni discriminazione».
A rispondere all’Ansa, poche ore dopo la proposta, è lo stesso Vecchi: «Liliana Segre è un simbolo vivente e morale che non si discute. Ci impegniamo a consegnare la copia del Primo Tricolore alla senatrice che inviteremo a Reggio Emilia. Vorremmo però organizzare un evento con lei protagonista per un momento di riflessione e condivisione, distaccato dunque dalle celebrazioni del 7 Gennaio». Infine, ha concluso il sindaco, «siamo molto attenti alla storia e ogni anno ogni anno accompagniamo centinaia di ragazzi reggiani nei luoghi della memoria».
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