Scattato l’obbligo dei seggiolini anti abbandono ma sono già finiti
In vigore da ieri la norma per tutelare i bimbi fino ai 4 anni Per chi non si adegua multe salate e patente sospesa
Come accadeva spesso all’università, quando ci si riduceva all’ultimo per studiare pur sapendo da mesi la data dell’esame, lo stesso è accaduto ieri quando è infine entrata in vigore la legge che impone l’installazione di dispositivi anti abbandono sui seggiolini del bambini all’interno delle auto.
Migliaia di reggiani si sono affrettati ad andare ai rivenditori ufficiali di città e provincia in un vero e proprio assalto alla diligenza che in poche ore ha provocato l’esaurimento delle scorte e centinaia e centinaia di ordinazioni.
Una ricerca affannosa stimolata non solo dalla bontà della norma, pensata per impedire la morte dei bambini dimenticati nelle auto da genitori o parenti, ma anche dalle pesanti sanzioni previste per chi dovesse essere pizzicato con i seggiolini fuori legge: dalla decurtazione di cinque punti fino addirittura alla sospensione della patente. Ma esattamente come funziona, chi riguarda e che multe stabilisce la legge?
chi riguarda
I testi che regolamentano i nuovi obblighi sono contenuti nel decreto del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti del 2 ottobre 2019 e nelle sanzioni contenute nell’articolo 172 del Codice della strada e introdotte dalla legge 117 del 1 ottobre 2018.
I dispositivi anti abbandono sono previsti per il trasporto di bambini di età inferiore a 4 anni e devono essere utilizzati da categorie ben precise di veicoli: quelli destinati al trasporto di persone con al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente, i veicoli destinati al trasporto di merci con massa massima non superiore a 3,5 tonnellate, i mezzi che si occupano del trasporto di merci con massa massima superiore a 3,5 tonnellate ma non superiore a 12 tonnellate ma anche quelli con massa superiore alle 12 tonnellate.
La legge si applica non solo ai mezzi immatricolati in Italia ma anche a quelli immatricolati all’estero quando condotti da residenti in Italia.
l’anti abbandono
La norma entrata in vigore ieri stabilisce inoltre anche le caratteristiche che devono avere i nuovi “allarmi” anti abbandono.
Il dispositivo deve essere in grado di attivarsi automaticamente a ogni utilizzo senza ulteriori azioni da parte del conducente e deve dare un segnale di conferma all’automobilista nel momento dell’avvenuta attivazione.
Nel caso in cui il dispositivo rilevi la necessità di dare un segnale di allarme, quest’ultimo deve essere in grado di attirare l’attenzione del conducente tempestivamente attraverso segnali visivi e acustici percepibili sia all’interno che all’esterno del veicolo.
Se alimentato da batteria, inoltre, l’allarme deve essere in grado di segnalare al proprietario i livelli bassi di carica rimanente. Può, inoltre, essere dotato di un sistema di comunicazione automatico per l’invio direttamente sullo smartphone di messaggi o chiamate.
Il dispositivo anti abbandono può essere, infine, di tre tipologie: integrato all’origine nel sistema di ritenuta per bambini, una dotazione di base o un accessorio del veicolo compresi nel fascicolo di omologazione del veicolo stesso o indipendente sia dal sistema di ritenuta per bambini sia dal veicolo. Se siete all’estero, non preoccupatevi. Il testo infatti stabilisce che sono validi anche gli allarmi legalmente commercializzati in altri Stati appartenenti all’Unione europea o in Turchia, o originari e legalmente commercializzati in uno Stato appartenente all’Efta, l’Associazione europea di libero scambio che comprende Svizzera, Norvegia, Liechtenstein e Islanda.
le sanzioni
Pesanti le multe per chi fosse fermato dalla Stradale e dalle forze dell’ordine con seggiolini non omologati. Alla prima infrazione verranno decurtati cinque punti sulla patente e si dovranno pagare 56,70 euro entro cinque giorni dalla sanzione, 81 euro con il pagamento in forma ridotta entro trenta giorni o 163 euro entro 60 giorni. Scaduto questo termine la sanzione potrà salire fino a un massimo di 407 euro. La posta si alza a partire dalla seconda infrazione nel giro di due anni: cancellata la possibilità di pagare entro 56,70 entro cinque giorni e alla decurtazione dei punti si aggiunge la sospensione della patente da 15 giorni a sei mesi. —
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