Scorte terminate nei negozi appena un’ora dopo l’apertura
Presi d’assalto ieri mattina tutti i maggiori rivenditori ufficiali di città e provincia Attesa per le ordinazioni fino a 10 giorni ma prenotare non impedirà le multe
Siamo abituati a sentir parlare di tante leggi che puntualmente entrano in vigore dopo mesi, a volte anni, ma non è il caso dei dispositivi anti abbandono. Da ieri infatti sono obbligatori seggiolini e allarmi che si attivano pochi secondi dopo che il genitore ha lasciato l’auto in sosta: i fatti di cronaca sono sempre più frequenti e la disattenzione non è più tollerata, chi non ne sarà provvisto verrà sanzionato con multe salate.
Proprio per questo motivo tutti i negozi della città che vendono questi apparecchi sono stati letteralmente presi d’assalto, finendo le scorte in appena un’ora dall’apertura. Nessun problema per chi, previdente, li aveva già acquistati anticipatamente seguendo scrupolosamente l’iter della legge ma è andata decisamente peggio invece per i ritardatari: l’entrata in vigore è prevista all’incirca 15 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, data perfettamente rispettata ma forse resa poco nota ai cittadini.
Telefoni che squillano, code alle casse e centinaia di domande ai commessi sono stati all’ordine del giorno ieri, come abbiamo potuto costatare entrando nei tre maggiori rivenditori della città in orari differenti. Coloro che non hanno fatto in tempo ad acquistare i dispositivi anti abbandono non hanno però esitato a prenotarli a seconda dell’utilizzo, della marca e del tipo scelto – universale o specifico – con tempi d’attesa stimati ora fino a 10 giorni.
Basta dare il nominativo, un numero di telefono e depositare direttamente in cassa un acconto e il gioco è fatto, al momento dell’arrivo della merce in negozio il cliente viene direttamente contattato da un addetto alla vendita. Il forte dubbio che ha attanagliato tutti è stato sicuramente come comportarsi se fermati da polizia o carabinieri: c’è un foglio che attesti l’acquisto? I commessi su questo sono stati molto chiari, è possibile portare con se una copia cartacea che testimonia la prenotazione rilasciata dal negozio che però non garantisce l’immunità da eventuali sanzioni, poiché al momento non si è fatta ancora chiarezza.
Un altro punto nebuloso è indubbiamente se vi siano sgravi fiscali, sconti o incentivi per l’ottenimento del dispositivo obbligatorio per legge. Il Governo ha dichiarato, infatti, che l’idea è quella di stanziare un contributo all’acquisto di 30 euro che però non è ancora utilizzabile perché mancano norme e indicazioni puntuali per richiederlo.
Tra le persone in fila dentro i negozi i pareri sono discordanti, c’è chi pensa che sia solo un altro escamotage dello Stato per spillare soldi, chi ritiene giusta la legge ma rimprovera i tempi e le modalità con cui è stata attuata, cogliendo la maggior parte dei cittadini di sorpresa, e chi proprio non si dà pace sul fatto di «potersi dimenticare» il figlio o il nipote «come le buste della spesa» e che per questo «si debbano inventare nuove tecnologie». —
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