Canossa, un’intera isola felina falcidiata da sparizioni e avvelenamenti
Salvi due dei 25 gatti seguiti dai volontari dell’associazione “Insieme in via Bassa”, quindici quelli spariti alcuni dei quali sono stati trovati morti. La presidente Ponissa: «Si tratta di reato punito con il carcere. Denunceremo»
CANOSSA. Il veleno entra lentamente in circolo e paralizza i centri nervosi e i muscoli, i movimenti si fanno sempre più scoordinati fino a diventare impossibile persino deglutire, infine le molecole altamente tossiche raggiungono lo stomaco: è la condanna a un’atroce agonia che porta a morte certa, per disidratazione o arresto cardiocircolatorio. Se ingerito in una certa quantità non c’è nulla che possa evitarla.
A questa fine orrenda sono stati costretti, da mano per ora ignota, almeno 5 gatti di giovane età, alcuni di sole poche settimane di vita. Ma è l’intera colonia felina di via Bassa, nelle vicinanze della pista ciclabile lungo il canale ducale, ad essere stata falcidiata, perché dall’area sono scomparsi, nel giro di due giorni, almeno 15 mici di varia età. . Ieri, poi, il ritrovamento dei primi gatti con evidenti segni di malessere che il veterinario ha subito identificato come sintomi di avvelenamento da sostanza chimica, insetticidi o pesticidi. E subito dopo il ritrovamento di due gattini morti.
Da quel momento, da parte dei volontari di “Insieme Atda” (associazione tutela e diritti degli animali) che gestisce la colonia, è stata una corsa spasmodica alla ricerca di tutti gli esemplari (molti randagi) nel disperato tentativo di salvarne almeno qualcuno.
A scampare alla morte, per ora perché purtroppo il decesso può avvenire anche in modo rapido e repentino a seconda della quantità di sostanza ingerita, è una mamma gatta con uno dei suoi due cuccioli (l’altro è morto nel corso della notte tra venerdì e ieri).
La colonia felina era costituita da circa 25 gatti: 15 sono spariti, due sono stati trovati già morti, e dei sette ritrovati due sono in terapia e 3 sono morti in seguito. Un’ecatombe. Ora, in attesa dell’esito delle autopsie che saranno svolte all’istituto zooprofilattico di Reggio Emilia (informata dell’accaduto anche l’Ausl), l’associazione “Insieme” farà denuncia contro ignoti ai carabinieri. Gli esami serviranno a individuare il tipo di veleno impiegato.
«Vorrei ricordare che l’avvelenamento degli animali è un reato – denuncia la presidente dell’associazione Insieme, Melina Ponissa – Ad agire è stato probabilmente qualcuno infastidito dal numero di gatti presenti nella colonia. La colpa è anche di chi li abbandona. A costoro vorrei ricordare che, prima di abbandonare un animale è possibile rivolgersi alle associazioni di volontariato che potranno aiutarli ed effettuare gratuitamente la sterilizzazione».
«Sono fatti gravi – è intervenuta la presidente di Legambiente Val d’Enza Clizia Ferrarini – Si auspica che le autorità di polizia riescano a risalire al responsabile, che rischia un’incriminazione per la violazione all’art 544 bis del codice penale, ovvero, in caso di condanna, fino a due anni di carcere. Legambiente Val d’Enza si costituirà parte civile nel procedimento penale. Auspico che il comune di Canossa voglia organizzarsi come il comune di Sant’Ilario d’Enza che, in collaborazione coi volontari presenti sul territorio, hanno realizzato una rete di effettiva protezione per i gatti liberi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
