Estorsione Conte torna ai domiciliari «Non affiliato»
BRESCELLO. Dall’arresto di fine settembre sono maturati altri passaggi giudiziari per Manuel Conte, 28 anni, considerato dagli inquirenti coinvolto (con Paolo Grande Aracri) in una storia delicata che riguarda un bar in centro a Parma.
All’inizio di ottobre Conte è stato sentito dalla Dda di Bologna: «Interrogato dal pm Beatrice Ronchi – spiega l’avvocato difensore Stefano Vigna – ha risposto alle domande in modo che il magistrato ha ritenuto soddisfacente. E da una decina di giorni il mio assistito è tornato nuovamente agli arresti domiciliari, anche perché rimane accusato di estorsione ed intestazione fittizia di beni con l’aggravante del metodo mafioso, ma non di associazione mafiosa tout court: non è ritenuto un associato o un affiliato». Nell’udienza di convalida, Conte aveva sostenuto di non comprendere perché il barista – che conosceva per essere stato per breve tempo dipendente del locale con regolare busta paga – gli rivolga accuse così pesanti, e si è dichiarato estraneo agli addebiti. —
T.S.
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