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L’energia in bolletta compensa il gas e spinge i ricavi di Iren

E.L.T.

Nella terza trimestrale il fatturato sale a 3,19 miliardi (+13%) Boero: «Continueremo con la crescita tramite acquisizioni»

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REGGIO EMILIA. Il clima mite riduce i consumi di gas che vengono però compensati da quelli dell’energia in bolletta, in grado di spingere i ricavi di Iren. È questo il quadro tratteggiato dal cda del gruppo Iren a Reggio Emilia. La multiutility dell’energia e dei rifiuti ha approvato i conti dei nove mesi con ricavi consolidati a 3,19 miliardi, in aumento del 13% «grazie prevalentemente al contributo derivante dalla maggior vendita e produzione di energia elettrica oltre che dall’ampliamento del perimetro di consolidamento». Escludendo gli effetti straordinari positivi non ricorrenti verificatisi nel 2018, pari a circa 87 milioni (60 milioni di certificati energetici e 27 milioni di certificati verdi idroelettrici), il margine operativo lordo è pari a 675 milioni di euro, in aumento di 56 milioni, mentre il dato pro forma risulta in calo del 4,4% a 706 milioni. L’utile netto si è attestato a 191 milioni (-18%) ma senza partite straordinarie risulta in aumento di 20 milioni. La posizione finanziaria netta è in aumento di circa 162 milioni a 2,615 miliardi.

«Il percorso di consolidamento intrapreso negli ultimi anni dal gruppo si affianca alle attività di crescita organica supportando lo sviluppo di Iren e dei territori di riferimento - ha detto il presidente Renato Boero - In questi primi nove mesi del 2019 il contributo generato dalle società entrate nel perimetro del Gruppo, Acam, Spezia Energy Trading, San Germano e Maira è stato pari a 11 milioni di euro. Tale percorso di crescita per linee esterne proseguirà anche nei prossimi mesi, in linea con quanto annunciato in occasione della presentazione del piano industriale». Quest’ultimo comprende anche l’investimento da circa 50 milioni di euro per l’impianto del biogas a Reggio, nella frazione di Gavassa, sul quale si concentra ancora il dibattito locale tra residenti e agricoltori da una parte, e comuni azionisti dall’altra. «I risultati appena approvati evidenziano la solidità della gestione di ogni singolo business che, al netto degli elementi straordinari e non ripetibili dello scorso anno, hanno registrato un Ebitda in crescita di 56 milioni - ha detto l’ad Massimiliano Bianco - Il gruppo ha ulteriormente confermato non solo l’efficacia nella gestione operativa, supportata da tutte le direttrici strategiche, ma anche nella gestione finanziaria che ha visto una riduzione degli oneri finanziari del 10%, oltre ad un rafforzamento degli indici finanziari e del profilo di liquidità a seguito della cessione della partecipazione in Olt. Infine ad ottobre, con l’emissione del terzo Green Bond, Iren è diventata la prima multiutility italiana per numero di emissioni green, per un ammontare pari a 1,5 miliardi di euro, a conferma della costante attenzione che il Gruppo pone verso le tematiche di sostenibilità» ha concluso Bianco.

Iren incrementa poi la guidance (l’orientamento aziendale) sull’Ebitda di fine anno tra 900 e 910 milioni «grazie al positivo andamento della filiera energetica» ha poi dichiarato Bianco nella conference call sui risultati dei primi nove mesi del 2019. Bianco ha inoltre annunciato l’investimento di 160 milioni di euro per la costruzione di un nuovo ciclo combinato di 400 Megawatt presso la centrale termoelettrica di Turbigo. —

E.L.T.

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