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Tutte le opposizioni contro Mahmoud

Roberto Fontanili
Tutte le opposizioni contro Mahmoud

Accusata la presidente della commissione “Diritti umani”  «Svolge incontri istituzionali senza informare i colleghi» 

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Ancora prima che la Commissione consiliare speciale “Diritti umani, Pari opportunità e Città internazionale” si sia insediata e riunita, o forse anche per questo, la presidente Marwa Mahmuod (Pd) finisce sotto accusa da parte di consiglieri di tutti i gruppi di opposizione presenti in sala Tricolore, che nei giorni scorsi hanno presentato una mozione di censura che sarà discussa nella prossima seduta consiliare.

La mozione che vede come estensore e primo firmatario il capogruppo della Lega, Matteo Melato, a cui seguono le firme di tutti i componenti del suo gruppo e quelle di Cinzia Rubertelli di Alleanza Civica, Paola Soragni del M5s e Cristian Panarari del Gruppo Misto, pone essenzialmente due questioni: la prima è relativa al voto contrario espresso da Marwa Mahmoud rispetto alla proposta dell’opposizione di cancellare via Tito dalla toponomastica cittadina e la seconda di aver svolto incontri istituzionali senza aver preventivamente informato i componenti della commissione. E il riferimento è all’incontro che Marwa Mahmoud ha avuto nelle scorse settimane con il questore Antonio Sbordone.

A spiegare le motivazioni della mozione è l’estensore Matteo Melato: «Quando abbiamo presentato la mozione su Tito contestualmente anche il Pd ne ha presentato un'altra a firma di Marwa Mahmuod per avviare percorsi di pace con la Bosnia. C’è stato un dibattito al termine del quale la presidente della Commissione sui Diritti umani ha votato assieme al Pd senza motivare il proprio voto».

«Nulla di personale quindi contro la presidente dell’ottava Commissione – continua Melato – ma tutti gruppi consiliari di opposizione hanno convenuto che da parte del presidente di una Commissione che si occupa di temi così delicati e proprio per il ruolo che ricopre, è necessaria una sensibilità diversa e un atteggiamento imparziale. Insomma ci aspettavamo che almeno motivasse il suo voto contrario ad una mozione che chiedeva che venissero riconosciuti i misfatti compiuti da Tito che poi è quello anche la storia ha decretato».

Anche Cinzia Rubertelli, capogruppo di Alleanza Civica, spiega perché critica la presidente della Commissione speciale: «Intanto fino ad ora non ha ancora riunito la Commissione e poi ha compiuto incontri istituzionali senza sentire il parere degli altri componenti della commissione. Ritengo che con questo suo modo di agire senza un confronto preventivo con i commissari abbia finito per ledere i diritti degli altri componenti. E anche negli incontri ufficiali, prima di dare la sua versione, sarebbe stato opportuno un confronto perché come presidente non parla solo a nome di se stessa». —





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