Gazzetta di Reggio

Reggio

«Avremo più clandestini e sarà colpa dei decreti sicurezza»

Città Migrante

L’associazione Città Migrante interviene da Roma, dove ha partecipato alla manifestazione contro i provvedimenti dell’ex ministro dell’Interno 

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l’intervento

L’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini è a Reggio Emilia per sostenere la campagna elettorale per le elezioni regionali. Noi siamo a Roma per manifestare proprio contro i decreti sicurezza, detti anche decreti Salvini istituiti dal precedente governo. Tali decreti, nonostante ci sia stato un cambio di governo sono tutt’ora in vigore e stanno producendo irregolarità diffusa.

Il rapporto “La sicurezza dell’esclusione – centri d’Italia 2019” realizzato da Actionaid e Openpolis stima che il numero degli irregolari potrà arrivare a 680mila entro la fine dell’anno e superare i 750mila a gennaio 2021. Un aumento del numero dei migranti diventati irregolari per la soppressione della protezione umanitaria, e per l’aumento della percentuale dei cosiddetti “diniegati”, cioè coloro ai quali viene negata qualsiasi forma di protezione internazionale. Questo dato nazionale ha naturalmente rilevanza anche nel nostro contesto locale.

Un altro tema importante è quello dei bandi per la gestione dei centri di accoglienza che vanno a discapito dell’accoglienza diffusa ed incentivano invece grandi centri. Nella nostra provincia, in cui l’accoglienza è gestita principalmente in appartamenti, la Prefettura ha prorogato la gestione con le storiche cooperative (le precedenti gare sono andate deserte) ma il nuovo bando (con i parametri del decreto Salvini) è già stato pubblicato.

Di quale sicurezza parliamo? Chi si sentirà più sicuro se le vite delle persone sono clandestinizzate, escluse e marginalizzate per legge?

Chi si sentirà più sicuro se i richiedenti asilo sono relegati in grandi centri, senza la possibilità di integrarsi nel territorio in cui vivono? Veniamo all’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, che dopo l’entrata in vigore del decreto sicurezza pareva non essere più possibile. Matteo Melato – capogruppo della Lega – legge la decisione del sindaco di Reggio di iscrivere i richiedenti asilo all’anagrafe come una provocazione all’arrivo di Salvini. La norma del decreto sicurezza che impedisce l’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo discrimina di fatto una “particolare categoria” di migranti a tutti gli effetti regolari sul territorio. Abbiamo anche potuto constatare come la non iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo abbia di fatto impedito la possibilità di svolgere attività lavorativa per cui ha effettivamente ostacolato percorsi di integrazione economica, in quanto senza carta di identità le persone non hanno potuto accedere al mondo del lavoro, così come iscriversi a scuola guida. Riteniamo inoltre che essere iscritti all’anagrafe sia un primo passo per essere parte di un territorio e di una comunità. Pensiamo che le città possano fare molto. Infatti fin dall’entrata in vigore del decreto sicurezza alcuni sindaci hanno comunque deciso di iscrivere i richiedenti asilo all’anagrafe. Inoltre molte ordinanze di vari tribunali hanno ribadito come il richiedente asilo essendo una persona regolarmente soggiornante ha diritto all’iscrizione anagrafica. Ci siamo mobilitati, insieme a tante e tanti altri affinché nella nostra città i richiedenti asilo potessero essere iscritti all’anagrafe.

In aggiunta il Tribunale di Bologna ha accolto il ricorso di un richiedente asilo, il quale si era visto negare la richiesta di iscrizione nei registri anagrafici del Comune di Reggio Emilia. Siamo molto contenti che da oggi, dopo l’autorizzazione del sindaco Luca Vecchi, i richiedenti asilo possano iscriversi all’anagrafe del Comune di Reggio e ci auspichiamo che lo stesso possa avvenire per i Comuni della provincia. Permettere a una persona di essere parte di un territorio, di poter accedere al mondo del lavoro e ai servizi ci rende tutte e tutti più sicure/i. È necessario oggi più che mai abrogare i decreti sicurezza e ripensare una politica in tema di immigrazione che favorisca percorsi di regolarità e di integrazione nelle comunità.

È necessario favorire canali di ingresso regolari e sicuri, stracciare gli accordi con la Libia e mettere in atto politiche che siano seriamente in discontinuità con il governo precedente. Anche per questo siamo a manifestare per le strade della Capitale. Non ci arrendiamo ad un’Italia che vede insultare Balottelli per il colore della pelle e Liliana Segre vivere sotto scorta. A partire dalla nostra città perché la salumeria possa convivere con il kebab, perché dai banchi di scuola possano crescere insieme nuove generazioni a cui sia riconosciuta a pieno la cittadinanza italiana. —

Città Migrante

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