Gazzetta di Reggio

Reggio

novellara 

Cartello “Vendesi” sulla chiesa Il don: «Provocazione, però...»

Alessandro Cagossi
Cartello “Vendesi” sulla chiesa Il don: «Provocazione, però...»

L’edificio sacro di San Bernardino, danneggiato dal sisma, è chiuso dal 2012 Il sacerdote: «Frazione che ha perso l’identità e per il restauro è tutto fermo»

3 MINUTI DI LETTURA





NOVELLARA. Non capita tutti i giorni di trovare un cartello con su scritto “Vendesi” affisso al maestoso e secolare portone d’ingresso, cesellato a mano, di una chiesa. Succede a San Bernardino di Novellara, dove il cartello, accompagnato dal numero di cellulare del parroco, don Giordano Goccini, non è certamente passato inosservato, attirando curiosità.

La chiesa, intitolata al santo di Siena, è tuttora un luogo di culto consacrato, anche se inutilizzato da anni perché dichiarato inagibile dopo il terremoto del 2012. È lo stesso parroco a chiarire che la chiesa non è in vendita, ma si tratta di una provocazione su due fronti, anche se dice di non aver messo lui il cartello.

«Innanzitutto – esordisce don Goccini – da buon pastore che si occupa di tutta la sua comunità, non solo quella urbana di Novellara, vorrei che a San Bernardino si svegliasse qualcosa. Una volta qui c’era molta gente, tanto che fino a quindici anni fa c’era il parroco residente. Adesso, metà delle case hanno il cartello “vendesi”, per cui si sta spopolando. Quindi, tanto vale mettere in vendita anche la chiesa…» dice ironicamente per spiegare il primo motivo della provocazione. «Attualmente ci sono circa 300 residenti – prosegue il sacerdote – non esiste un vero e proprio centro, ma tante case disseminate su una lunga via e tanti casolari dispersi nelle campagne. Credo che questa frazione soffra molto dal punto di vista civile, per un’ identità che sta venendo a mancare. Abbiamo, quindi, bisogno di costruttori di comunità. Se ci sono, li incoraggio a farsi avanti».

Inevitabile anche pensare che quel cartello “vendesi” possa riferirsi al fatto che, dopo tanti anni dal terribile terremoto del 2012, la chiesa sia ancora inagibile, e quindi inutilizzata. Infatti chiarisce il parroco: «I fondi dalla Regione sono stati stanziati, e appaiono adeguati per fronteggiare i danni subiti. Ma non ci sono certezze su quando inizieranno i lavori di ripristino e messa in sicurezza, perché negli anni ci si è occupati di ricostruire dando priorità ad altre emergenze. Si tratta della chiesa rurale più bella della zona, quando sarà recuperata, tornerà uno splendore».

Emersi dalla bonifica del Quattrocento, “Terreni nuovi” fu il primo nome di quella urbanizzazione che poi sarà intitolata a San Bernardino da Siena. La frazione si trova ad Ovest di Novellara, in una zona rurale vicina a San Rocco di Guastalla e Santa Vittoria di Gualtieri. Nel passato, tutti i terreni di San Bernardino erano posseduti dal ramo novellarese dei Gonzaga, che nel Settecento vi costruirono la chiesa, oggi chiusa al culto. «Ma il problema non è tanto la chiesa, ma la comunità. Ripristinata la chiesa, avremo ancora una comunità religiosa a San Bernardino?» si chiede preoccupato don Goccini. —

Alessandro Cagossi

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google