«Evasione fiscale e appalti: lì si fa lotta alla mafia»
Nei vari interventi confermato l’allarme sul radicamento mafioso nella nostra regione «Seguire il percorso del denaro norme più rispettate sul lavoro»
BOLOGNA. Strumenti sempre più incisivi per contrastare la criminalità organizzata, perché il radicamento della ’ndrangheta è profondo e la presa di coscienza del pericolo da parte della comunità va alimentata. Con sfumature diverse, l’allarme è stato lanciato al convegno antimafia organizzato venerdì dalla Regione.
«La Regione Emilia-Romagna continua a tenere alta la guardia – ha detto il presidente Stefano Bonaccini – perché abbiamo visto come sia facile per la mafia radicarsi e come la società civile non sia sempre pronta a contrastare questo fenomeno. Ma qui è radicata una cultura di impresa che ha a che fare con la legalità e abbiamo visto come sia sempre più difficile introdurre sistemi illegali. Il nostro Testo Unico sulla legalità deve prendere sempre più spessore».
«La dinamica di infiltrazione delle mafie – ha rimarcato l’assessore alla legalità Massimo Mezzetti – è molto diversa dal passato. Il contrasto deve avvenire attraverso il rispetto delle norme del lavoro, appalti regolari e controlli, anche nell’ambito privato, mentre sono state derogate ulteriormente le norme consentendo il ricorso al massimo ribasso negli appalti. Il nostro tessuto imprenditoriale – ha aggiunto – è in gran parte sano ma rischia di rimanere colluso. Le imprese malate danneggiano il mercato con una concorrenza sleale». Gli ha fatto eco Maurizio Landini, segretario della Cgil: «Qui ci sono esperienze positive che dicono che certe battaglie si possono fare. Ma per combattere infiltrazione e malavita va costruita un’altra idea di sistema, che tenga conto delle disuguaglianze sociali ed economiche sempre crescenti, che cambi una legislazione che ha portato a precarizzazione di forme di lavoro e alla proliferazione dei subappalti, che sia in grado di incrociare tutti i dati rendendo tracciabile il percorso del denaro e consentendo così il contrasto all’evasione fiscale». Nicola Morra, presidente della Commissione antimafia, ha specificato che «servirebbe anche una cultura politica conscia che quanto più si attua la liberazione del mondo dei subappalti tanto più si infiltrano le organizzazioni mafiose. Attualmente stiamo lavorando su tematiche precise, specie su appalti e controlli, in stretto contatto con Prefetture». —
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