Ezio Mauro racconta la caduta del Muro e i suoi viaggi berlinesi
Appuntamento con il giornalista che all’epoca era corrispondente in Germania per La Repubblica. Ne parlerà con il direttore della Gazzetta Stefano Scansani
ALBINEA. Una serata per ricordare il Muro e le “anime prigioniere” della guerra fredda, grazie alle parole di uno dei grande narratori italiani di quell’epoca.
Domani il ciclo di iniziative promosse ad Albinea per il trentesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino vedrà il momento più atteso, l’incontro con l’ospite d’onore Ezio Mauro. L’ex direttore de “La Stampa” e “La Repubblica” sarà protagonista di un incontro in programma lunedì alle 20.45 nella sala civica di via Morandi 9, in un dialogo con il direttore della Gazzetta di Reggio, Stefano Scansani, sugli eventi di tre decenni fa.
Una fase storica che Mauro ha vissuto in prima persona. Nel 1989 era il corrispondente de “La Repubblica” per l’Unione Sovietica e grazie quel ruolo ha visitato più volte i vari paesi del Patto di Varsavia. Nell’ottobre 1989 era proprio a Berlino, ad assistere all’ultima parata di stato della Ddr. Negli ultimi anni ha avviato un percorso sulle pagine de “La Repubblica”, nella rubrica “Cronache del Muro”, diventato anche un libro edito da Feltrinelli, “Anime prigioniere. Cronache dal Muro di Berlino.
Con Scansani, Mauro ripercorrerà quei giorni e parlerà anche dei suoi ultimi viaggi berlinesi, approfondimenti sul posto necessari per i suoi nuovi reportage. Nella capitale tedesca, il giornalista ha incontrato molti protagonisti dell’epoca e visitato diversi luoghi simbolo, fra cui gli uffici della Stasi, la polizia segreta della Germania Est, celebre per l’efficacia del suo lavoro e per la capacità di controllo sulla popolazione. Un ruolo, quello della Stasi, che ha conosciuto grande popolarità anche grazie al film “Le vite degli altri”, Premio Oscar 2006 come miglior opera straniera. Un’occasione speciale, quindi, per ripensare a un giorno epocale che ha segnato il percorso europeo dei decenni successivi, a partire della futura dissoluzione dell’Unione Sovietica ed alla fine della Guerra Fredda combattuta “a bassa intensità” dalla fine della seconda guerra mondiale. Il tutto con un narratore di altissimo livello come Mauro.
Anche la sede dell’iniziativa porta con sé tanti ricordi. Da 22 anni Albinea è gemellata con Treptow-Kopenick, una delle municipalità di Berlino. Il motivo? Da Treptow proveniva Hans Schimdt, il capo di un gruppo di cinque soldati tedeschi di servizio nel 1944 al comando nazista di Villa Rossi a Botteghe: erano antifascisti, e vennero fucilati dai commilitoni dopo essere stati scoperti mentre collaboravano coi partigiani locali.
Nel 1999 la municipalità berlinese ha donato una parte del manufatto ad Albinea, il reperto si trova tutt’ora di fronte alla scuola elementare Pezzani. —
Adriano Arati
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