Gazzetta di Reggio

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Morta Dominique Moretti, perdonò il marito che le uccise il fratello

Tiziano Soresina

Nell’estate di nove anni fa aveva scoperto che il coniuge si era macchiato dell’assassinio perché la nipote-amante Ylenia Moretti l’aveva sobillato   

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Ancora un lutto s’insinua in una delle vicende di sangue più sconcertanti avvenute nella nostra provincia.

In pochi mesi è stata piegata da un tumore Dominique Moretti, 62 anni, deceduta mercoledì in ospedale a Suzzata (Mantova) dopo aver affrontato con coraggio anche questa dura prova che le ha riservato la vita. Una donna che ha sempre dimostrato una grande dignità, vittima due volte perché in un sol colpo scoprì nell’estate di nove anni fa che il marito (Matteo Zanetti) a fucilate le aveva ucciso il fratello (Rodolfo Moretti), sobillato dalla nipote-amante Ylenia Moretti (figlia della vittima). Due famiglie devastate, un colpo tremendo per Dominique che era pian piano riuscita però a perdonare il marito, praticamente mai abbandonato in carcere. Visite che da alcuni mesi si erano improvvisamente interrotte: le condizioni di Dominique erano precipitate e per lei era impossibile recarsi alla Pulce, mentre il marito 51enne (condannato a 16 anni per l’omicidio) dall’aprile 2018 attendeva un permesso-premio mai arrivato. In vita non si vedranno più. E il non facile compito di comunicare in carcere a Zanetti la scomparsa della moglie è toccato all’avvocatessa Valeria Miari che come parte civile ha sempre seguito nei processi Dominique, la sorella Monique e la figlia della defunta (Catia Bosi). E sempre il legale è riuscito ad ottenere in extremis il permesso affinché il marito detenuto potesse partecipare al funerale. Per permettere un ultimo dolorosissimo saluto, si è ritardato il più possibile il trasferimento dalla camera ardente (in ospedale) alla chiesa di Luzzara dove venerdì si è poi tenuta la partecipata messa funebre. Dominique è stata sepolta nel cimitero di Luzzara. «Era una donna con un cuore enorme – commenta commossa l’avvocatessa Miari – e ha dimostrato con i fatti come i sentimenti possano superare ogni ostacolo. Zanetti ha potuto stare vicino alla moglie nel giorno dell’addio e di questo ringrazio il magistrato di sorveglianza ora competente, la cancelleria, la polizia penitenziaria, il sacerdote e l’agenzia di pompe funebri. Hanno dimostrato dedizione e sensibilità». Rodolfo Moretti aveva 43 anni quando fu assassinato dal cognato a colpi di fucile, il 20 luglio 2010, fuori dalla porcilaia di via Buca Bertona, a Tagliata, dove Moretti lavorava. Attese, nascosto dietro le piante di granturco, che il cognato uscisse. Il primo colpo centrò il 44enne quando era appena salito in auto, al fianco sinistro. Moretti cercò di scappare, ma venne centrato alla schiena da un altro un colpo, sparato da alcuni metri. Qualche ora dopo l'arma del delitto fu trovata e sequestrata dai carabinieri nella casa di Zanetti a Gazoldo degli Ippoliti (Mantova). La stessa casa dove era agli arresti domiciliari, per un primo tentato omicidio del padre, l'allora 19enne Ylenia Moretti che ora sta scontando 16 anni di carcere come “regista” dell’omicidio del padre. —



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