Evasione milionaria nel mondo del rally Indagati due reggiani
reggio emilia. Sono coinvolti anche due reggiani – uno residente a Parma ma operante a Reggio, sede di una delle società cartiere, l’altro un commercialista residente in città – nella maxi-evasione legata al mondo del rally scoperta dalla Guardia di Finanza di Erba. «Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione», ha precisato Corrado Baldini, presidente dell’ordine dei dottori commercialisti.
Una frode fiscale da 12 milioni di euro: questa la cifra incassata tramite fatture false da tre società di gare di rally, tramite una rete di società cartiere (cioè esistenti solo sulla carta) con sede nelle province di Como, Milano, Brescia, Lecco, Novara, Roma e Reggio Emilia.
Gli indagati – per emissione fraudolenta di fatture inesistenti e per omessa dichiarazione – sono 19 italiani, operanti nel campo delle sponsorizzazioni e del noleggio auto. Il Gip di Como ha disposto il sequestro preventivo dei conti correnti e dei beni mobili e immobili degli indagati fino alla concorrenza di 5,2 milioni di euro (coincidente con l’imposta complessivamente evasa all’erario), sequestro già eseguito dalle Fiamme Gialle.
L’inchiesta è partita da due le verifiche fiscali su altrettante società di Erba che si occupavano di sponsorizzazioni sportive. Funzionava così: alcune scuderie del rally, per abbattere il proprio utile dichiarato e di conseguenza l’Iva a debito che derivava dalla cessione degli spazi pubblicitari e del noleggio delle auto, emettevano fatture per operazioni inesistenti. Il punto di partenza delle Fiamme Gialle sono stati i bonifici effettuati dalle società per giustificare il pagamento delle false fatture, ai quali corrispondevano prelievi di denaro contante che servivano a restituire nell’immediato le somme trasferite. —
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