Gazzetta di Reggio

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Firme contro i cacciatori «Sparano vicino alle case»

Daniela Aliu

La protesta contro le doppiette si muove da Calerno da parte di alcuni residenti Il racconto: «A volte non aspettano di scendere dall’auto, fucili fuori dai finestrini»

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Sant'Ilario. Cacciatori ancora al centro delle polemiche, per il comportamento che alcuni di loro tengono durante le battute. Tanto che in quel di Calerno è partita una raccolta di firme, da parte di residenti esasperati.

Sotto accusa gli spari troppo vicini alle case e alle strade: le ultime segnalazioni arrivano da Calerno e Sant’Ilario. «Fucili in spalla caricati e cani da caccia vicinissimi alle abitazioni e alle strade, senza tenere conto delle norme di sicurezza violate – denunciano alcuni residenti – Viviamo da diversi anni in una zona a traffico limitato, precisamente tra Sant’Ilario e Calerno che comprende via Timavo e via Martiri, un luogo molto frequentato da cittadini per passeggiate e allenamenti sportivi oltre a essere sede di diverse aziende agricole, quindi con diversi operatori sui mezzi che coltivano la terra. Il periodo venatorio per noi è un incubo, molti cacciatori parcheggiano lungo la via anche se non è consentito, provengono da altre regioni soprattutto Liguria e Toscana, cacciano senza alcun rispetto delle distanze, a due passi da persone e case».

Le segnalazioni riguardano cani liberi nelle zone dove è proibita la caccia, che spingono la selvaggina oltre la strada dove aspettano i cacciatori. Altro punto pericoloso segnalato sono la curva e il boschetto lungo via Timavo (zona Pozzi): secondo le testimonianze c’è chi spara verso il boschetto in direzione Sant’Ilario dove c’è una visibilità limitata.

«Il territorio è molto bello e merita di essere vissuto, coltivato e abitato, i cacciatori in maggior parte sono poco rispettosi dei diritti degli altri. Abbiamo avuto modo di dialogare con loro e la prima cosa che ci rispondono è: noi paghiamo per cacciare. Dietro alla caccia capiamo che ci sono interessi economici importanti – va avanti la portavoce di questa protesta, che vuole rimanere anonima – ma riteniamo che le zone di caccia vanno assolutamente riviste: la caccia in prossimità dei centri abitati andrebbe vietata, per questo che abbiamo deciso di raccogliere le firme».

Altri residenti sempre di zona Calerno ci spiegano che addirittura in alcuni casi, i cacciatori appena arrivati in zona mentre parcheggiano lungo le strade sparano dal finestrino della macchina, senza neanche scendere dalle vetture, senza tener conto del regolamento che parla di tenere la «distanza di 100 metri da case o edifici e di 50 metri dalle strade».

Un altro cittadino, Cristian Carbognani, testimonia il suo disaggio: «Abito in zona Chiavicone, una ridente borgata nelle campagne tra Sant’Ilario e Montecchio, zona a ridosso del fiume Enza, bellissima e quasi incontaminata. Da quando è iniziata la stagione venatoria ho allontanato e filmato diversi cacciatori che si aggiravano a 30-40 metri da casa mia. Il fucile è tenuto a spalla, però non è inserito nella custodia».

«Quindi il limite dei 100 metri dalle abitazioni non era rispettato. I cani erano a spasso ancora più vicini alla mia abitazione, zona dove ci sono gatti domestici che girano. Devono stare alla larga se no succede un altro caso come quello di Casina dove gattina, Luna, è stata sbranata da cani da caccia entrati in proprietà privata» conclude l’uomo. —

Daniela Aliu

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