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Pensionati ma poveri petizione popolare per aiutare gli anziani

Roberto Fontanili

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Volontari in una delle tante onlus e associazioni che operano nel reggiano, caregiver per seguire e assistere quotidianamente i genitori anziani e disabili, nonni e baby sitter e sempre più spesso aiuto e sostegno economico per figli e nipoti in difficoltà. I pensionati, quelli reggiani compresi, sono sempre più la seconda gamba su cui regge il welfare italiano e che secondo le stime nazionali rappresentano un ammortizzatore sociale che economicamente vale tra gli 8 e i 10 miliardi di euro. Più del reddito di cittadinanza. Questa la fotografia nel 2019 del pensionato italiano e che è ben diversa da quella di chi è perennemente in vacanza all’estero a godersi la pensione. Anche perché per i 181mila pensionati reggiani, tra anzianità e vecchiaia e tra ex lavoratori privati (circa 160mila) e pubblici, (21mila) la pensione arriva a circa 1.800 euro lordi al mese per gli uomini e di 900 euro per le donne, con una media che nell’ 80% dei casi non supera i 1.500 euro mensili. Cifra di cui il fisco si prende mediamente il 30%. Per riproporre il tema delle pensioni che non crescono da anni, quello della necessità di una legge nazionale per non autosufficienza, (con oltre 3 milioni di famiglie italiane che devono occuparsi di anziani e disabili non autonomi), della perequazione delle pensioni, dell’estensione della 14° a chi percepisce una pensione fino a 1.500 euro lordi, di un finanziamento adeguato al Servizio sanitario nazionale e il superamento delle liste di attesa, al Circo Massimo a Roma il 16 novembre ci saranno i pensionati di Cgil-Cisl-Uil. L’intento è quello portare avanti le proprie richieste, trovando il sostegno anche dei lavoratori perché dicono, «anche la manovra finanziaria 2020 le ignora e non c’è contrapposizione tra giovani e pensionati». In preparazione dell’appuntamento nazionale, a cui saranno presenti anche 200 pensionati reggiani, i sindacati pensionati confederali a Reggio stanno organizzando una serie di assemblee pubbliche, presidi e una raccolta di firme per una petizione popolare che in poco più di una settimana ha già raccolto oltre 2mila firme. A illustrare i temi della manifestazione, con la precisazione «che non sarà una manifestazione contro nessuno, ma per riproporre i temi della pensione e della non autosufficienza» sono stati ieri i segretari reggiani di Spi-Cgil Matteo Alberini, di Fnp-Cisl Adelmo Lasagni e di Uilp–Uil Ferdinando Guidetti, concordi nel sostenere «che fino ad oggi dalle istituzioni c’è stata una risposta inadeguata». L’hanno fatto rimarcando con Matteo Alberini che «non si tratta di una contrapposizione tra giovani e vecchi, perché la priorità resta creare lavoro e occupazione, ma che una parte delle risorse dovranno essere utilizzate per sostenere quei 5 milioni i pensionai italiani che hanno una pensione sotto ai 500 euro lordi». Visto che, ha aggiunto Ferdinando Guidetti «nelle ultime tre leggi finanziarie 3,5 milioni di euro sono stati sottratti alle pensioni che nel frattempo in questi anni hanno continuato a perdere potere d’acquisto». «In un anno ha poi ricordato Adelmo Lasagni – saremo in piazza tre volte per affrontare il problema dei non autosufficienti». —



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