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Uno dei pentiti di Aemilia, condannato a Brescia per associazione mafiosa ed estorsione

L' ex imprenditore, tra i pentiti, di Aemilia Paolo Signifredi
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L' ex imprenditore, tra i pentiti, di Aemilia Paolo Signifredi

Reggio Emilia, Paolo Signifredi di Banganzola di Parma, considerato il contabile della cosca Grand Aracri, ha anche ricevuto una condanan definitiva a 5 anni per bancarotta fraudolenta. Per le sue dichiarazioni è stato picchiato e minacciato  

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REGGIO EMILIA. Il collaboratore di giustizia Paolo Signifredi che ha testimoniato anche nel maxi processo Aemilia contro la 'ndrangheta, ha riportato una nuova condanna definitiva nel processo Pesci di Brescia. In questo procedimento l'imprenditore di Baganzola (Parma), considerato il contabile della cosca Grande Aracri, è stato condannato a sei anni per associazione mafiosa ed estorsione.

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Per lui adesso è arrivata anche una condanna definitiva a 5 anni per bancarotta fraudolenta e documentale per la vicenda del crac delle ex Officine Zanatta di Falzè di Trevigiano, che secondo le indagini della Guardia di finanza di Treviso sarebbero state «spolpate» dalla consorteria mafiosa, che ne affidò il compito proprio a Signifredi. Il parmigiano con la passione del calcio (è stato proprietario del Brescello tra il 2003 e 2004 nonchè patron del Carpi), testimoniò da un luogo protetto durante una delle udienze nell'aula bunker di Reggio Emilia a marzo del 2017. Per quelle dichiarazioni venne rintracciato, picchiato e minacciato da tre persone un anno più tardi, che gli intimarono di ritrattare tutto.

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