Furgone svaligiato Il bottino ammonta a migliaia di euro
Un fiorentino e la moglie derubati di due valigie e gioielli «Ho viaggiato in tutta Europa, ma a Reggio non torno più»
«Mentre eravamo all’interno de I Petali i ladri hanno forzato la portiera del furgone e hanno portato via un sostanzioso bottino in gioielli, per un valore di alcune migliaia di euro». Lo sostiene Alessandro Aurigi, fiorentino di 49 anni, titolare di un’azienda (la Mona Lisa Cafè) con una sede in Portogallo e una in Toscana.
Lunedì scorso Aurigi, insieme alla moglie austriaca, di ritorno dall’Austria verso Firenze ha pensato bene di fermarsi al centro commerciale di Reggio Emilia. «Un sopralluogo veloce per vedere lo spazio, visto che il 7 dicembre avrei dovuto allestire un’esposizione di prodotti tipici toscani», ha raccontato il 49enne. La coppia ha parcheggiato un furgoncino Dacia Docher Van di colore bianco all’ingresso nord del parcheggio, di fronte all’Uci Cinema, ed è entrata alle 15.30, per poi uscire mezz’ora dopo, trovando la sgradita sorpresa. «Nel furgone c’erano due valigie di mia moglie con vestiti e oggetti di valore. E una borsa di cuoio marrone piena di documenti di lavoro riservati, per me importantissimi. Devo recuperarli. E le chiavi di casa, un cellulare, la mia carta d’identità, un orologio Lorenz del 1950 ispirato al Rolex Daytona, che vale 1.200 euro, un blocco di assegni della banca Chianti». Le valigie sparite della moglie, come emerge dalla denuncia presentata il giorno stesso ai carabinieri di Reggio Emilia, contenevano occhiali Fendi (300 euro), un ciondolo di pietra preziosa, una collana d’oro, orecchini d’oro a forma di farfalle (200 euro) e bigiotteria.
«Dopo la caserma siamo tornati nel parcheggio, per capire se ci sono le telecamere e abbiamo notato la presenza delle guardie giurate – ha proseguito Aurigi – Quello che mi stupisce è che un fatto del genere possa accadere nel parcheggio di un centro commerciale: è grave. Io e mia moglie viaggiamo molto per lavoro, abbiamo girato tutta Europa e non ci è mai successo nulla». Il derubato si è detto scandalizzato, tanto da aver rinunciato all’esposizione. «Dovrò tornare nella vostra città per una integrazione alla denuncia, ma ho rinunciato allo stand: a Reggio non verrò più». —
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