«I dogo diventano pericolosi Responsabile sarà il sindaco»
Il direttore sanitario del canile privato torna a lanciare un appello sui cani liguri che una sentenza vuole siano di competenza locale
CASTELNOvO SOTTO. Non trova ancora una soluzione la delicata questione dei 12 cani razza dogo argentino, sequestrati in Liguria, arrivati nel canile privato di Castelnovo Sotto Madonna delle Guadalupe e che poi una sentenza del giudice della Spezia ha stabilito che siano non di competenza del Comune dal quale provengono bensì in quello in cui sono finiti. Un ginepraio che intanto vede i cani ancora in stallo nella struttura, con il direttore sanitario, il veterinario Marco Castellani, che lamenta le difficoltà. Perché nessuno paga. E ora per come stanno i cani.
«Alcuni dei 12 dogo iniziano sempre più frequentemente a minacciare mettendo in serio pericolo la sicurezza del sottoscritto che si occupa degli aspetti sanitari e degli operatori di canile. Molte volte i primi segnali di minaccia sono molto sottili, atipici e non tutti sono in grado di apprezzarli ed è proprio questo che aumenta drasticamente il rischio che dalla minaccia si passi all’aggressione» ,spiega.
«La IV Sezione penale della Suprema Corte di Cassazione, con sentenza numero 18167 del 2017, interviene a chiarire importanti principi in materia di competenza a provvedere nei confronti di animali oggetto di confisca passata in giudicato in caso di maltrattamento, stabilendo che “il Comune, nella persona del sindaco è da ritenersi il responsabile del benessere degli animali presenti sul territorio comunale, rispetto ai quali vanta una posizione di garanzia, che comporta l’obbligo di far fronte al loro mantenimento in caso di confisca”». «Ricordo che questi cani pur godendo di ampi spazi di libertà devono essere sempre sotto controllo e gestititi singolarmente, in quanto, in ragione delle loro esperienze di ex combattenti non possono vivere in gruppo. In qualità di esperto in comportamento animale non posso far finta di nulla in merito agli atteggiamenti di minaccia che si fanno sempre più evidenti in questi soggetti – dice – Rammento la responsabilità delle amministrazioni pubbliche nei confronti di questi cani e soprattutto intendo sottolineare la responsabilità legale, etica e morale del primo cittadino qualora dovesse accadere il peggio». —
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