I trattori rubati erano accanto ai gessi
Cinque i mezzi agricoli recuperati dalla Polstrada nei capannoni di via Righetta ancora sotto sequestro e mai bonificati
FABBRICO. Quello dei furti di trattore, in quel triangolo di campagne tra le province di Reggio, Modena e Mantova, sta diventando una piaga non da poco per gli imprenditori agricoli della zona. I quali, nottetempo, diventano bersaglio senza troppe difese di bande di ladri ben organizzati che senza lasciare tracce fanno sparire mezzi del valore di non meno di 50mila euro, cadauno. La polizia stradale di Reggio Emilia, guidata dal comandante Ettore Guidone, ha inferto un primo importante colpo ai malviventi: cinque trattori sono stati recuperati.
Il nascondiglio della banda è un luogo già noto alle cronache: quei capannoni di via Righetta sotto sequestro ormai da due anni, dopo l’operazione dei carabinieri forestali di Reggio sui gessi di defecazione. Fertilizzanti giudicati contaminati, per i quali c’è una inchiesta penale con un indagato che ancora non è arrivata alla fine. Così come ancora non è stata eseguita quella bonifica ordinata dall’Arpa e osteggiata a colpi di ricorsi al Tar. In questo stesso capannone, gli uomini della Polstrada nella giornata di lunedì hanno trovato quattro trattori risultati essere stati rubati nel Mantovano. I mezzi erano parcheggiati all’interno di un’ala della struttura sotto sequestro.
Qui gli investigatori hanno rinvenuto anche un quinto mezzo, un altro trattore rubato nella notte tra lunedì e martedì a Concordia sulla Secchia (Modena), non lontano, in effetti, dal confine con il Reggiano, e da quel capannone di via Righetta. Il mezzo è stato recuperato nella giornata di martedì.
Tutti i trattori sono stati restituiti ai legittimi proprietari. Ma le indagini sono tutt’altro che concluse.
Perché l’obiettivo è dare un volto e un nome ai componenti di una banda sicuramente composta da diverse persone, che si muovono senza difficoltà tra le tre province.
«Siamo davvero in difficoltà, non sappiamo come fare – spiega Vittorio Ziosi, l’imprenditore agricolo di Concordia tra le vittime dei furti di trattore e che ora è potuto tornare in possesso del suo –. Anche perché, quando ti rubano un mezzo che vale qualcosa come 50mila euro, ricomprarlo della stessa potenza vuol dire spendere almeno il doppio». Un salasso non da poco.
Su dove poi siano diretti i mezzi rubati, per ora si possono solo fare delle ipotesi. Ad esempio, che la direttrice porti all’estero. I mezzi vengono caricati su autocarri sui quali attraversano l’Italia per dirigersi verso l’estero. L’Est, probabilmente.
Di certo, chi compie blitz nelle aziende agricole con il favore della notte sa come colpire, dove nascondersi e dove ricollocare i mezzi rubati. —
Elisa Pederzoli
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